
Se è vero che dall’Oriente ci arrivano spesso notizie e gadget stravaganti, allora non dovremmo stupirci di questa immagine che a mio parere non ha bisogno di commenti.
La foto dei due strani fanboy Apple è stata scattata a Chongqing, in Cina appunto, ma non siamo in possesso di ulteriori dettagli che possano definirci un contesto plausibile.
Vediamo solo due travestimenti, entrambi inconfondibili (la figura intera la trovate su MIC). Potrebbero ispirarvi per l’imminente Carnevale??
Via | Gizmodo
Vi è mai capitato di spaventarvi un po’ alla vista di un manichino, comparso “all’improvviso” dentro a un negozio e in posa proprio come una persona vera? Bè sappiate che in futuro potreste spaventarvi sul serio.
Secondo il Dr. Hiroshi Ishiguro, della Osaka University, l’avvenire dei negozi è segnato dall’utilizzo di manichini robot, che come potete notare dal video, oltre ad assomigliare molto agli umani, sono in grado di muoversi (questa in particolare è in grado di sfoggiare 60 espressioni facciali e ben 4 stati emotivi) e di interagire con i clienti (grazie a un sistema di riconoscimento facciale e a un sistema in stile Kinect).
Questo è un progetto che il Dr. Hiroshi ha realizzato appositamente per un negozio del centro commerciale giapponese Takashimiya; ma lo scienziato non è nuovo alla progettazione di robot androidi. Interessanti, ma certamente anche piuttosto inquietanti.
Se lo scenario ipotizzato da Hiroshi fosse plausibile e più vicino di quanto pensiamo, si potrebbero creare le basi per un nuovo filone di racconti e film horror. Ne sono assolutamente certa. Ah, e l’horror non sarebbe mica l’unico genere a stuzzicare la fantasia di chi incontrerà questi futuristici manichini…
Via | Japantrends
Android batte finalmente iOS almeno su una questione, non certo di vitale importanza, ma indicativa delle abitudini di utilizzo degli utenti tecnologici. Un sondaggio condotto dall’agenzia di marketing 11mark avrebbe infatti rilevato che la maggior parte degli americani usa il proprio smartphone durante i tempi morti passati in bagno.
Seduti sulla tazza i dispositivi mobili tengono compagnia: vorreste sostenere il contrario? Gli americani l’hanno ammesso: il 75% fra i possessori di smartphone usa il device proprio in bagno (il 74% degli uomini e addirittura il 76% delle donne); e sapete quali sono i dispositivi più utilizzati in questo senso? Quelli dotati di sistema operativo Android.
L’87% dei possessori di smartphone Android infatti dichiara di farne uso proprio in bagno; sono invece meno gli utilizzatori dello smartphone in bagno fra i possessori di BlackBerry (l’84%) e “solo” il 77% dei possessori di iPhone ne fa il medesimo utilizzo durante le inevitabili “sedute”. Per fortuna non sono molti ad utilizzare lo smartphone per rispondere alle chiamate…
Le battutacce su tali risultati sarebbero fin troppo facili; dunque sarebbe meglio risparmiarsele; non si può però fare a meno di sorridere da una parte per la particolarità del sondaggio, dall’altra per lo scenario a mio parere alquanto veritiero che ne emerge, uno scenario che ci tocca alla fine “nel profondo” e proprio “nell’intimo”…
Via | Technolog

uPixie di Osim è un elettrostimolatore programmabile dal nostro pc che funziona attraverso un controller USB.
Basta collegarlo ad una porta USB del computer e il dispositivo è pronto all’uso: ha due stimolatori, che sfruttano le tecnologia EMS (stimolazione elettrica dei muscoli), e quattro tipi di programmi di funzionamento (energizzante, anti-stress, tessuto profondo e modella) a seconda di quale area muscolare del nostro corpo vogliamo stimolare ma è possibile anche creare programmi personalizzati come meglio crediamo, compatibilmente con il tempo che passiamo davanti al pc.
Il quinto programma di lavoro di uPixie, che lo rende davvero unico nel suo genere, è la possibilità di sincronizzare i vari set up con il player musicale del pc in modo da ottenere una stimolazione a tempo della nostra musica preferita, inoltre possiamo immagazzinare dati nella memoria dell’elettrostimolatore (cioè nella scheda SD da 2GB fornita in dotazione).
uPixie di Osim costa circa 160€ e si può acquistare direttamente sul sito di Osim oppure nei rivenditori specializzati la cui lista regione per regione la trovate sul sito stesso.
Via| Gizmag

Al CES 2012 si è parlato dell’implementazione della tecnologia Kinect su computer desktop; si è parlato anche di tecnologie simili da utilizzare con i televisori; sono invece di questi ultimi giorni i rumors che sostengono un futuro utilizzo dei sensori di Kinect sui computer portatili.
Da quando Kinect ha fatto la sua comparsa sul mercato, abbiamo visto innumerevoli hack e utilizzazioni fra le più disparate; ma si è trattato pur sempre di “esperimenti”, anche se in molti casi ad alto potenziale. Ora invece pare che sia proprio Microsoft a pensare di reinventare le modalità di fruizione e di interazione con dispositivi come i laptop utilizzando la sua “rivoluzionaria” Kinect.
Pare che pochi fortunati abbiano potuto testare in questi giorni prototipi ufficiali di portatili dotati di una serie di sensori di Kinect nella parte alta dello schermo, là dove solitamente si trova la normale webcam. Sembra si tratti per il momento di netbook Asus equipaggiati con Windows 8.

In Corea del Sud si trova un parco a tema unico nel suo genere, una meta che potrebbe diventare ambita per gli amanti del gaming in generale e di Kinect in particolare.
Si chiama Live Park, può accogliere fino a 3000 visitatori e vanta 65 attrazioni; la vera particolarità? Tutte le “giostre” si servono della tecnologia di Kinect per creare giochi ed esperienze particolari; inoltre grazie all’utilizzo di braccialetti RFID, gli utenti possono creare avatar e con quelli attraversare il parco, godendo dei suoi divertimenti.
Il parco è già stato definito il primo “4D avatar theme park” al mondo; giochi come “The Ender Mirror” o “Live360″ promettono esperienze di gaming finora soltanto immaginate. Se siete curiosi, su Kotaku trovate diverse immagini relative alle attrazioni.
Il Live Park potrebbe presto sbarcare in altri Paesi al di fuori della Corea del Sud: non lo trovereste anche voi un moderno “paese dei balocchi” (anche un po’ nerd)???
Via | Kotaku
Le novità di Samsung al CES 2012 sembrano essere davvero tante, anche se orientate principalmente verso due settori circoscritti: quello degli ultrabook da una parte e quello delle smart tv dall’altra, presentate in quantità.
Ma c’è anche un’altra novità firmata dalla casa coreana, un sistema che in sè non ha nulla di rivoluzionario (oh lo conosciamo bene!), ma che introduce un nuovo modo di vivere la fruizione dei contenuti televisivi.
Si chiama Smart Interaction ed è un sistema basato su una videocamera e un microfono integrati nella tv, in grado di riconoscere gesti e comandi vocali. Cosa vi ricorda? Naturalmente Kinect, e in effetti il principio è quello. Ma la rivoluzione sociologica implicita in una questione simile è di grande portata: di fatto sparirà il telecomando, l’oggetto che per decenni si è percepito come lo scettro di comando della casa, in grado di delineare ruoli e gerarchie domestiche.
Nel video potete osservare il funzionamento dello Smart Interaction di Samsung, anche se si tratta di una tecnologia ormai di facile intuizione; su Engadget poi trovate un video dimostrativo meno promozionale e più “amatoriale”, ma anche più esplicativo. Dunque ci si prospetta un futuro da “mimi” davanti alla tv??
Dicono che il 2012 sia l’anno degli ebook reader. Una premonizione sempre più vera considerando che Amazon vende 1 milione di Kindle ogni settimana e che anche in Italia, ultimamente, si vede un gran numero di lettore ebook in giro.
A differenza degli schermi LCD, però, gli ebook reader utilizzano un inchiostro elettronico e non hanno retroilluminazione. Un sistema che permette un’autonomia molto elevata della batteria, ma che non permette di leggere di notte. Una limitazione che potrebbe essere risolta presto.
Flex, un’azienda californiana, ha progettato la pellicola Lighting che promette l’illuminazione degli schermi degli ebook reader. Sottile 50 micron, contiene delle guide che permettono a una luce LED di propagarsi per tutta la superficie e illuminare, così, lo schermo.
Al momento la Flex Lighting non è ancora in vendita. La società vorrebbe coinvolgere direttamente i costruttori di ebook reader per integrarla negli schermi.
via | flex

A volte penso che non ci sia più spazio per inventare nulla di nuovo: mi sfiora il pensiero, o forse la paura, che il mondo sia già saturo di tecnologie, di innovazione, di dispositivi e oggetti del desiderio. Ma poi rinsavisco e mi rendo perfettamente conto che di strade da percorrere ne esistono ancora tante. Per fortuna; o purtroppo, perchè c’è sempre il rischio di perseguire obiettivi autodistruttivi, che ci porterebbero a scenari apocalittici, così ben descritti da una interessante e nota tradizione cinematografica.
In ogni caso, catastrofi a parte, mi piacerebbe sapere dalla gente comune cosa si aspetta tecnologicamente parlando per questo 2012: quali innovazioni, quali tecnologie? Cosa si può migliorare e cosa si può ancora inventare? Sicuramente si andrà verso un’unione sempre più stretta fra hi-tech e risparmio energetico, e poi l’automazione prenderà sempre più piede; gli schermi saranno la nostra interfaccia preferita per interagire con il mondo e il tocco delle nostre dita sarà sempre più come la bacchetta magica di Harry Potter; anzi, saranno direttamente i gesti a comandare tutto, in casa e fuori. Ah e poi ci saranno sempre meno fili, questo è certo.
Ma queste sono cose che in parte già esistono, che in qualche modo già ci circondano o che comunque sono in incubazione; io vorrei sapere da voi cosa si nasconde dietro l’angolo delle novità assolute: cosa potrebbero mai inventarsi di nuovo le menti brillanti del nostro pianeta tecnologico?
E poi, alle soglie del nuovo anno, fatti i bilanci per l’anno passato, occorre sempre interrogarsi sui buoni propositi; in ambito tecnologico potremmo chiederci quali dispositivi vorremmo acquistare e a quali tecnologie vorremmo avvicinarci, senza contare che potremmo sempre approfondire l’hacking e il fai-da-te geek, che sono un ottimo modo per conoscere da “dentro” oggetti che ormai sono diventati per tutti noi indispensabili. Dunque quali intenzioni tecnologiche vogliamo proiettare in questo 2012?
Foto | Flickr

Sei un utente Android? Allora cerca le tue caratteristiche nell’infografica dopo il salto e prova a verificare se rientri nella tipizzazione realizzata da BlueStacks sulla base di dati statistici Nielsen e tramite la pagina di Facebook dell’app-player per Windows della stessa azienda.
L’utente “tipo” di Android del 2011 dunque sarebbe maschio, avrebbe gli occhiali (37%), indosserebbe prevalentemente maglietta, jeans e scarpe da ginnastica (71%), potrebbe avere i capelli neri (47%) e di media lunghezza (51%); inoltre potrebbe essere sposato (63%).
Ok, io il giochino l’ho fatto: sono un utente Android ma sono donna, non indosso mai maglietta e scarpe da ginnastica se non in palestra, porto le lenti a contatto, ho i capelli castani molto lunghi e non sono sposata. No, decisamente non rientro nella tipizzazione.
L’idea è divertente, ma sembra quasi che l’utente Android sia delineato infine come il “secchione” di turno, in qualche modo privo di stile e un po’ topo da biblioteca. Questo per dire invece che gli utenti iOS sono tutti fighi? No dai, probabilmente le mie sono solo farneticazioni di fine anno; lo scopo dell’infografica era soltanto quello di farci sorridere…E poi perchè ogni volta che si nomina Android deve per forza venire in mente il suo principale antagonista?!?
Continua a leggere: Ecco come appare l'utente tipo di Android secondo BlueStacks