Il mondo della telefonia ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, sia da un punto di vista funzionale, sia da un punto di vista estetico; tuttavia il fascino dei telefoni retrò, quelli così “solidi” da tenere in mano, quelli così ingombranti da vedere, quelli così poco pratici da usare, è certamente intramontabile.
Quindi per non perdere del tutto quel particolare fascino, senza rinunciare a un po’ di funzionalità, si può pensare a una qualche manipolazione “hackiana”, che unisca il passato al presente: come è accaduto con il telefono nell’immagine, che ha mantenuto l’ammaliante involucro vintage, tanto caro alla Belle Époque, modificandone però totalmente la tecnologia e trasformandolo da ingombrante apparecchio fisso a ingombrante apparecchio cordless.
Vecchio e nuovo insieme dunque, grazie a un normale e moderno telefono cordless (inglobato all’interno dell’apparecchio retrò) e a due diversi meccanismi: da una parte quando la cornetta viene alzata, viene anche premuto il tasto verde di chiamata, mentre quando la cornetta viene riposta, a essere premuto è il tasto rosso di fine chiamata; dall’altra parte all’interno del telefono è stato inserito un dispositivo per convertire gli impulsi della “rotella” in toni DTMF, per poter comporre i numeri di telefono alla “vecchia” e fascinosissima maniera, girando appunto la rotella!
Infine microfono e altoparlante di un tempo sono stati sostituiti con quelli più moderni del telefono cordless, che può essere ricaricato grazie al collegamento creato sulla base dell’apparecchio Belle Époque. Il risultato, per quanto ingombrante, non starebbe bene sulla vostra scrivania??
[Via Geekosystem]

Visto il numero sempre più alto di device dotati di touchscreen capacitivi, farà sicuramente piacere a molti il gadget in arrivo dalla Svezia. Si tratta di guanti appositamente realizzati per funzionare al meglio con i display touch, cosa non sempre semplicissima, con quelli classici.
A permettere il funzionamento dei comodi indumenti, un materiale speciale che, pur mantenendo il calore delle mani, non si comporta come “kriptonite” nei confronti degli schermi. Certo, durante l’utilizzo si perde un po’ di precisione, ma niente che non si possa recuperare dopo qualche minuto di pratica.
I guanti sono realizzati in acrilico al 90%, nylon all’8% e fibre per il restante 2% e riescono a funzionare grazie ad alcuni comodi inserti presenti sulle dita. Il loro costo è attorno ai 22€. Fateci un pensierino per il prossimo inverno. O teneteli d’occhio. Ora che siamo ormai fuori stagione, il loro prezzo potrebbe calare…
[Via IDG.se]
Se il telefono iFusion per iPhone vi sembra troppo caro ed ingombrante ecco The iPhone Desktop Handset, una soluzione più economica e minimalista, con uno vago stile retrò futuristico.
Il dispositivo è costituito da una semplice cornetta, che si può collegare ad un iPhone o a qualsiasi cellulare dotato di spinotto per auricolari e microfono da 3.5 mm, e da un supporto in alluminio con antiscivolo che sostiene la cornetta e l’iPhone, lasciando libero lo spazio per collegare al dock connector il cavo USB per l’alimentazione o la sincronizzazione dei dati con un computer.
iPhone Desktop Handset è in vendita a 59.95 $, circa 44 € tasse escluse.
In alternativa esistono diverse cornette esterne per smartphone e tra gli accessori dedicati all’iPhone ricordiamo anche il Desk Phone Dock.
[via coolest-gadgets]
iFusion è un telefono fisso che racchiude all’interno molte funzionalità presenti in vari accessori per iPhone.
Compatibile con iPhone 3G, 3Gs e 4, iFusion dispone di un dock che permette di alimentare, ricaricare e sincronizzare i dati con un computer tramite l’apposita porta USB.
La cornetta il microfono e l’altoparlante vivavoce sono accoppiati all’iPhone via Bluetooth sfruttando il protocollo A2DP per offrire una migliore qualità del suono e della voce.
iFusion è in prevendita a 149 $, circa 110 € tasse escluse, le prime consegne sono attese in aprile.








[via gizmodo]

In questo caso non si tratta di un telefono esattamente tascabile, primo perchè non è affatto un telefono, e secondo perchè è stato definito il più grande al mondo: stiamo parlando di un iPhone, o almeno di una composizione che gli assomiglia fortemente, e che assume proporzioni gigantesche.
In realtà si tratta di una trovata pubblicitaria composta da ben 56 iPad e piazzata nella stazione St. Pancras Interanational di Londra, per promuovere la nuova applicazione Lara Croft Guardian of Light, di cui viene mostrato un video in loop da ognuno dei 56 iPad opportunamente configurati.
L’impressione quindi è quella di trovarsi di fronte all’iPhone più grande del mondo, con il quale però di certo non si potranno effettuare chiamate…
[Via Inquisitr]
Lo smartphone Samsung Nexus S parte dalla Terra e arriva nella stratosfera: sette confezioni di polistirolo per refrigerare la birra sono state riempite con un Google Nexus S. Gli smartphone sono stati posizionati in modo da avere la fotocamera libera di riprendere tramite un apposito “oblò” di plastica. Ad alcuni dei telefoni sono state aggiunte videocamere sportive economiche con grandangolo, mentre su altri sono stati posizionati dei circuiti personalizzati.
Queste scatole refrigeranti sono state mandate a poca distanza dallo spazio in poche ore tremite dei palloni aerostatici riempiti di elio. Il team che ha condotto l’esperimento è composto da ingegneri Google e studenti dell’Università della California, a Santa Cruz, e l’intento è quello di scoprire come si comportino i sensori del telefono con il gelo del quasi-vuoto.
Una volta che il pallone è tornato sulla Terra con il Nexus S, il team di ricerca si è impegnato a leggere i dati dell’accelerometro, del giroscopio e della bussola per calcolare le forze a cui lo smartphone è stato sottoposto. I telefoni sono stati dotati anche di applicazioni apposite come SkyMaps, un programma a realtà aumentata che mostra quali stelle dovrebbero essere nel cielo secondo la posizione e l’orientamento del telefono.
Per tracciare e recuperare i palloni, ogni scatola è stata corredata di transponder GPS, trasmettitore radio e antenna che trasmette altitudine e coordinate. Circa tre ore dopo il lancio, i palloni sono scoppiati e la maggior parte dei telefoni è caduta da una altezza di 32.000 metri, mettendoci tra i 20 e i 30 minuti a raggiungere il suolo grazie anche ad un piccolo paracadute montato sulla scatola.
Tutte le scatole, tranne una, sono state recuperate in due giorni e dalle riprese della fotocamera è possibile vedere il terreno allontanarsi sempre più, fino a distinguere la curva blu del pianeta. Il tutto poi ricomincia a cadere verso il basso. I Nexus S sono sopravvissuti tutti e funzionano ancora, le fotocamere hanno ripreso come i ricercatori speravano e sono ancora in corso gli studi sui dati recuperati dagli altri sensori.
Se Zi Wang, uno dei product manager per Nexus S, ha dichiarato che il lancio è stato effettuato più per divertimento che per reale interesse scientifico, l’esperimento verrà comunque ripetuto.
[Via NewsScientist]

Potreste dirmi che Dick Tracy aveva già un orologio telefono, ma lui non lo comprò in un negozio, dovette farselo creare apposta. Voi, invece, potrete trovare il Rebel di Swap on line o presso i rivenditori. Si tratta di un orologio telefono con fotocamera integrata e bluetooth.
I numeri si inseriscono con i comandi vocali, mentre foto e video sono riproducibili nel display touchscreen ampio 1,46″ con una risoluzione di 176 x 132 pixel. La memoria interna da 128 MB è espandibile con schede microSD.
Grande 205 x 46,5 x 17,5 mm, e pesante 65 grammi, si può collegare al computer mediante la porta USB nascosta nel cinturino. La batteria interna permette un’autonomia di 130 minuti in conversazione o 85 ore in standby. Il prezzo di vendita è di 189 £, pari a circa 225 €.
[via swap]
Pensate a quanto potrebbbe essere comodo viaggiare per il mondo con niente altro che il proprio smartphone in tasca: questo pare essere il risultato che alcune strutture turistiche ricercano. Il Clarion Hotel di Stoccolma sta pilotando un nuovo programma che consente agli ospiti di effettuare il check-in, aprire la porta della propria camera ed effettuare il pagamento conclusivo utilizzando il cellulare. Questa novità consente di evitare la classica registrazione alla reception, sfruttando i sensori near field communication (NFC) posti sulle porte dell’hotel per aprirle semplicemente avvicinando il cellulare. Una sequenza di segnali magnetici molto rapidi fa un modo che il telefono dica ai sensori chi siamo, il tutto in meno di un decimo di secondo. Quello che potete vedere nel video è la dimostrazione di ciò che vi dico: le chiavi non sono altro che una stringa di materiale di accesso allegata al telefono.
Una tecnologia simile è già stata utilizzata per aprire le automobili con il proprio cellulare e si fanno sempre nuovi passi avanti per utilizzare gli smartphone come strumenti unici per effettuare transazioni finanziarie, pagando tramite apposite applicazioni. Per sfruttare a pieno questo tipo di trend, quindi la tecnologia NFC, l’hardware degli smartphone dovrà essere di ultima generazione. L’NFC richiede infatti che vi sia nel telefono un sistema speciale di risonanza del segnale magnetico e al momento pochi terminali ne sono provvisti (gli unici al momento sono di Samsung e Nokia), ma a breve anche Android adotterà questo tipo di tecnologia. Non sappiamo invece quando Apple la integrerà nell’iPhone, ma probabilmente dovremo attendere il nuovo modello prima di saperne qualcosa. Resta anche da vedere quale sarà la risposta del pubblico a questa novità: nel caso in cui non dovesse interessare, lo sviluppo potrebbe subire una battuta d’arresto. È certo che sostituire il classico ingombrante mazzo di chiavi con un’unica applicazione sul cellulare è certamente affascinante, ma non privo di possibili controindicazioni.

Una serie di brevi fotogrammi tratti da una pellicola promozionale di Charlie Chaplin del 1928 ha lasciato tutti di stucco: una donna sembra parlare al cellulare. La sequenza viene riportata più volte e con lo zoom e la donna ripresa sembra proprio occupata a conversare con un telefonino… Un telefonino nel 1928? Mentre già qualcuno parla di “time-traveller”, ovvero una presenza mandata indietro nel tempo per questo breve cammeo che dovrebbe spiazzare lo spettatore, centinaia di persone interpellate sembrano non sapersi dare spiegazioni convincenti.
Qualcuno parla di una radiolina portatile: allora perchè sembra che la donna ci parli? Altri pensano che la donna volesse solo proteggere il volto e non farsi riprendere, ma la mano piegata risulta comunque strana. I primi telefoni “portatili” sono dei Walkie-Talkie Motorola prodotti nel 1940 e decisamente enormi. Niente di simile ad un cellulare è apparso fino al 1980.
In realtà Siemens ha brevettato nel 1924 un sistema di amplificazione/microfono di carbonio tascabile, utilizzabile per aiutare l’udito. Mistero risolto? Dopo il salto trovate il video in questione.
Continua a leggere: Il cellulare del 1928... In un film di Chaplin!
Come sarà lo smartphone del futuro? Dimenticatevi la tipica scocca in plastica rigida o alluminio, perchè avremo un telefono dalla forma adattabile, in grado di alterare il proprio design per segnalare una situazione di allarme in casi in cui non bastino segnali visivi e audio. Shwetak Patel, un ricercatore della University of Washington a Seattle, e il suo team di colleghi hanno realizzato un cellulare comprimibile e “strizzabile”, chiamato SqueezeBlock, che sfrutta i piccoli motori integrati nella scocca per imitare il comportamento di una molla.
Alcune piastre per rilevare la pressione vengono inserite sul dispositivo, calcolando la forza applicata sulla scocca, mentre i motori controllano la quantità di resistenza esercitata in risposta. La resistenza può essere modificata e il grado di comprimibilità del telefono può essere controllata da alcuni aspetti del telefono che forniscono una risposta alla mano umana, senza la necessità di suoni o segnali visivi.
Prendiamo ad esempio la carica della batteria: quando il processo di ricarica viene completato il telefono potrebbe assumere l’aspetto gonfio di una pancia bella piena o, quando scarico, sembrare vuoto e facilmente comprimibile come una palla antistress. Il telefono potrebbe irrigidirsi nel caso di ricezione di mail particolarmente importanti, o comunque potremmo ricevere un gran numero di informazioni semplicemente comprimendo il telefono e comprendendone le reazioni meccaniche.
Patel ha testato SqueezeBlock su 10 persone, chiedendo di provare sette differenti utilizzi del disposivo. Gli utenti sono stati in grado di riconoscere fino a quattro livelli di “strizzabilità” del telefono, riconoscendone messaggi basilari come la carica della batteria. Questo progetto, per quanto strano possa apparire, è stato presentato la scorsa settimana all’ACM Symposium on User Interface Software and Technology di New York e altri team di ricercatori lavorano su qualcosa di simile, cercando di ottenere risposte fisiche degli smartphone a certi messaggi da comunicare all’utente.
Uno dei ricercatori della Deutsche Telekom Laboratories di Berlino, ad esempio, ha creato il cellulare che inspira ed espira a ritmo costante. Il modificarsi del ritmo può indicare una chaimata in arrivo o la batteria scarica. Piuttosto inquietante, ma affascinante.
Lavorare maggiormente sui feedback tattili potrebbe venire in aiuto agli utenti non vedenti o ipovedenti, ad esempio. Tutti i dettagli sul progetto SqueezeBlock sono disponibili su Internet.