Gli InVincible della cinese RunCore sono una serie di SSD indirizzati a un utilizzo in campo militare, o in qualsiasi altra situazione in cui la sicurezza dei dati (o meglio la non diffusione) sia di cruciale importanza.
La particolarità del drive è in due bottoni che fuoriescono dal drive vicino ai cavi dati e di alimentazione. Il bottone verde serve per inizializzare un processo di sovrascrittura di tutti i dati, ottenendo in poco tempo un disco vuoto e non formattato.
Il bottone rosso ricorre invece a una soluzione leggermente più drastica: una scarica di corrente brucia letteralmente l’interno dell’SSD, visibile chiaramente nel video con una fumata bianca, rendendo inutilizzabile tutto il drive dal controller ai chip di memoria NAND che contengono i dati.
La linea InVincible non brilla per prestazioni (praticamente quella degli SSD di 1-2 anni fa) e comprende modelli sia nel classico formato da SSD per notebook da 2,5″ che nel formato ridotto da 1,8″ (tablet, alcuni netbook, etc.) ed è disponibile in capienze fino a 512GB con interfacce SATA, PATA e Compact Flash. Date un’occhiata al video per una dimostrazione della doppia modalità di cancellazione dei dati.

Attualmente chi si trova a scegliere un dispositivo di memorizzazione per PC o notebook ha due scelte: bassa velocità accoppiata a un costo ridotto per GB con gli hard disk tradizionali oppure altissime velocità su SSD, ad un costo per GB nettamente superiore. Fino a qualche mese fa questa equazione prevedeva anche limiti di capienza particolarmente ridotti sul fronte SSD, penalizzandoli ulteriormente.
Le cose sono destinate a cambiare ora che OCZ si prepara a lanciare un nuovo modello della famiglia Octane da 1 terabyte, fino a prova contraria il primo SSD sul mercato a rompere questo record.
Il drive a stato solido debutterà nel classico formato da 2,5 pollici e vanterà velocità di lettura sequenziali fino a 460MB/s e 330MB in scrittura grazie a un controller Indilinx, il tutto su interfaccia SATA da 6Gbps. OCT1-25SAT3-1T debutterà a fine maggio con un prezzo di listino particolarmente salato: 3255$, destinati a diventare 2420$ (all’incirca 2200€ con tasse) da quanto si legge su una pagina prodotto di Amazon.

Le memorie NAND sono un componente basilare per l’assemblaggio dei drive a stato solido (SSD) e un recente abbassamento dei costi di produzione potrebbe scaturire presto in una competitività maggiore sul fronte dei prezzi. Kingston, Intel, OCZ e Crucial — i nomi più grandi sul mercato — hanno già promesso riduzioni per i loro modelli e fonti vicine a DigiTimes sembrano avere le idee chiare a proposito: si tratterebbe di una manova per spiazzare i tanti concorrenti minori.
A contribuire alla diminuzione dei prezzi c’è anche la volontà di ridurre il divario tra le unità SATA3, non più una novità, rendendole più appetibili rispetto ai vecchi modelli SATA2, destinati a uscire presto dal mercato.
A giudicare dalle intenzioni dei produttori si prospetta un periodo interessante per questo sistema di memorizzazione e sopratutto per chi avrà intenzione di acquistarli. I tagli sui prezzi arriveranno presumibilmente nelle prossime settimane, potrebbe essere quindi una buona idea trattenere il portafoglio ancora un po’ e vedere se il mercato reagirà come previsto.
SSD a prezzi più accessibili non significa tuttavia che le unità a stato solido potrebbero soppiantare presto i dischi meccanici. Le grandi capacità a costi accessibili continueranno a rimanere appannaggio degli hard disk tradizionali ancora per un bel po’ di anni.

Probabilmente non è giusto nei confronti del Lexar JumpDrive Triton definirlo semplicemente una “chiavetta”: è un vero e proprio drive portatile dalle dimensioni estremamente compatte, dotato di una marcia in più rispetto alla maggior parte delle SSD della sua stazza: la compatibilità con lo standard USB 3.0.
Sebbene il Triton si trovi a suo agio con USB 2.0 e l’ancora più vecchio USB 1.0, ovviamente dà il meglio di sè con il nuovo standard, estremamente più veloce e potente. Trasferire file di grosse dimensioni non è mai stato così facile, anche se la formattazione originale in FAT32 potrà aiutarvi solo fino a 4GB (tanto passare a NTFS è facilissimo). Inutile dire che una formattazione ad un file system più attuale è caldamente consigliabile: il Triton può trasferire un film full HD 1080p in meno di venti secondi.
Parlando dal punto di vista del look, ci troviamo davanti ad un aggeggio smilzo ma non microscopico come alcuni piccolissimi drive che si vedono in giro. Il corpo è parzialmente in lega d’alluminio, rifinito in plastica lucida, e si tratta di una finitura piuttosto robusta. La presa USB è evidenziata da accenti blu, che segnalano l’aderenza allo standard 3.0. Non c’è l’indicatore dello spazio libero, ma in cambio si vede un LED che segnala il collegamento e la fase di lettura/scrittura.
I prezzi sono piuttosto alti, ovviamente. In America, parliamo di $55 per 16GB, $80 per 32GB e $200 per 64GB (in arrivo a marzo). In Europa i prezzi sono similari, variando come al solito da negozio a negozio.
Via | CNet

OCZ ha aggiunto due nuovi tagli di grandezza ai suoi SSD della linea Agility 3, che ora vengono proposti anche nei modelli da 180GB e 360GB. La famiglia è basata sul controller SandForce SF-2281 e si colloca nella fascia media del mercato, quella col migliore compromesso di prezzo e prestazioni, sopratutto sui tagli medio bassi che anche nel nostro territorio vengono commercializzati ad un prezzo interessante.
Com’è tipico, la velocità varia con la quantità di chip NAND e col numero di canali utilizzati — nel caso degli Agility 3 sono proprio i modelli con capienza media ad offrire il miglior bilanciamento di prestazioni. Ed è in questa zona che si vanno a collocare i nuovi modelli, esattamente sotto e sopra al modello da 240GB che detiene tutt’ora il primato di velocità.
Nei modello da 180GB troviamo 135 e 195MB/s in lettura e scrittura casuale su blocchi da 4K, sensibilmente più veloce del modello da 120GB ma meno del taglio da 240GB. Un po’ più lento in scrittura il modello da 360GB, che offre invece 135 e 98MB/s nello stesso benchmark. Per avere un quadro completo delle prestazioni date invece un’occhiata a questo PDF, che riassume in modo molto chiaro le differenze tra i vari modelli di Agility 3.
La disponibilità è prevista per le prossime settimane, mentre invece i prezzi in YEN diffusi in queste ore non ci aiutano più di tanto. Ha più senso fare un calcolo approssimativo sui prezzi attuali nel nostro territorio, che vedrebbero posizionare i due modelli in una fascia di circa 200€ per il modello da 180GB e circa 500€ per quello da 360GB.

SanDisk sta producendo la sua nuova linea Extreme, che promette velocità 10 volte superiori ad un HDD da 7200rpm, un tocca sana contro il “collo di bottiglia” dei dati rappresentato dall’archivio dati.
Il SanDisk Extreme SSD è (secondo la cartelletta stampa) capace di 83.000 operazioni input/output al secondo di scrittura e 44000 di lettura. Anche quando si tratta di copiare dovrebbe essere una scheggia, dato che parliamo di 550MBps di lettura e 520MBps di lettura. Qualsiasi computer ricaverebbe un miglioramento delle prestazioni da un simile drive.
SanDisk entra insomma con una spallata in un mercato in cui il progresso è quasi giornaliero, con una concorrenza serrata. Anche il prezzo è importante, chiaro, anche se nell’ambito delle SSD non è ancora possibile spuntare dei prezzi capaci di tagliare le gambe ai competitor.
La gamma SanDisk Extreme SSD dovrebbe colpire duramente il portafoglio dell’utente medio. Il modello più economico, da 120GB, costerà $190. Il successivo da 240GB costerà più del doppo, $400. Durante l’anno verrà anche calato il vero asso nella manica, un Extreme da 480GB che si farà portare a casa solo per $750.
Via | Crave

La famiglia di SSD marchiata Intel si rinnova e passa dalla serie 510 alla serie 520, portando nuovi tagli di grandezza fino a 480GB di capacità, quasi il doppio rispetto alla capienza massima di 250GB della generazione precedente.
Sui nuovi modelli debuttano nuovi chip di memoria NAND MLC da 25nm che accoppiati al controller LSI SandForce (con un firmware customizzato da Intel) garantiscono prestazioni sensibilmente più elevate nelle operazioni di scrittura sequenziale, che passa dai 315MB/s a ben 520MB/s. Invariati invece i valori di lettura sequenziale, che rimangono stabili a 500MB/s.
Per una prova dettagliata delle nuove unità della serie 520 vi rimandiamo alla recensione sul sito specializzato StorageReview in lingua inglese, o se preferite quella in italiano di Hardware Upgrade.
I dischi a stato solido Intel Series 520 non sono ancora in vendita ma arriveranno a breve sul mercato. Non c’è ancora nessuna informazione certa riguardo i prezzi per l’utente finale, ci sono però i prezzi per lotti di 1000 pezzi: 113€ per la versione da 60GB, 174€ per 120GB, 281€ per 240GB e 761GB€ per il modello da 480GB.
Via | TheRegister | StorageReview | Hardware Upgrade

RunCore Pro-V Max è un drive SSD da 2,5 pollici che promette grandi capacità di storage e velocità di funzionamento elevate.
Si tratta di un drive SSD interno (va quindi montato con attenzione e perizia) compatibile con pc portatili e configurazioni desktop che arriva a compiere fino a 87000 operazioni al secondo alle sue massime prestazioni, 60000 durante l’utilizzo medio, ad una velocità di scrittura di 520MB/s e di 560MB/s in lettura, il tutto attraverso l’interfaccia SATA 3.0 a 6Gbps; le tecnologie DuraClass e Durawrite garantiscono la stabilità e l’affidabilità del funzionamento mentre grazie al sistema TRIM vengono eliminati i processi che non sono più in uso e che rallentano le prestazioni.
I modelli disponibili del Pro-V Max sono 4 e variano a seconda della capacità di storage, in particolare 60GB, 120GB, 240GB, e 480GB ed è compatibile con i sistemi operativi Windows, Linux e MacOS.
RunCore non ha ancora fornito nessuna informazione riguardo ai prezzi dei vari modelli.
Via| GadgetFolder

Sia Crucial che Corsair hanno presentato in occasione del CES due soluzioni di SSD caching rivolte agli utenti che intendono velocizzare il proprio hard disk meccanico attraverso l’uso combinato di una memoria NAND e di un software che salva solo i dati usati più di frequente.
Il risultato che si ottiene è praticamente uno storage ibrido, simile a quello proposto da Seagate con il Momentus XT di cui abbiamo già avuto modo di parlare, con la sostanziale differenza che la memoria SSD è più capiente (solo 8GB sull’ibrido di Seagate, contro i 30-64 delle soluzioni di Crucial e Corsair), si può scegliere il proprio hard disk come unità di base e che il software non agisce a livello di firmware, ma necessita di essere installato sul sistema operativo, in questo caso Windows 7.
Il modello di Crucial si chiama Adrenaline e viene proposto in una versione da 64GB, che diventano 50GB reali dato che 14GB dello spazio totale vengono riservati dal software per funzioni particolari. Il prezzo non è ancora definito ma l’azienda fa sapere che sarà inferiore a 100 sterline (120 euro).
Il prodotto di Corsair invece si chiama Accelerator ed è disponibile nei tagli da 30GB, 45GB e 60GB, rispettivamente a 55€, 66€ e 78€. A differenza del drive di Crucial si conosce il nome del software di caching, ovvero Nvelo Detaplex. Tra le specifiche del drive troviamo l’interfaccia SATA 3.0Gb/s, velocità in scrittura fino a 280MB/s e 270MB/s in lettura. La disponibilità per i modelli delle due case è prevista per il primo quadrimestre del 2012.

Se ne parlava già da aprile 2011, ma ora un comunicato diffuso ai media annuncia che l’acquisizione del reparto storage di Samsung da parte di Seagate è realtà. Con questa mossa Seagate ora ingloba tutte le infrastrutture relative alla ricerca, sviluppo e produzione dei dispositivi di memorizzazione su disco della casa coreana, compresi tutti gli operai e dirigenti che continueranno a svolgere il loro lavoro ma sotto la direzione di Bob Whitmore, vicepresidente esecutivo e CTO di Seagate.
L’accordo prevede inoltre un patto di fornitura delle unità disco marchiate Seagate per tutti i prodotti Samsung che li necessitano, come PC desktop, portatili e dispositivi di elettronica di consumo. L’acquisizione consentirà a Seagate di colmare la lacuna nella sua offerta di dispositivi a stato solido e al tempo stesso con dei prodotti di ottima fattura. Non dimentichiamo infatti che le unità SSD di Samsung sono tra le migliori sul mercato e che il produttore coreano è in grado di realizzarli usando tecnologia 100% proprietaria, vedi il caso dell’SSD 830 da 256GB di cui vi abbiamo parlato poco tempo fa.