
Dopo un anno di annunci, presentazioni e dimostrazioni lo smartphone-tablet-laptop ibrido di Asus si prepara finalmente al debutto sul mercato. Asus PadFone verrà lanciato il 20 aprile a Taiwan ma la disponibilità sarà inizialmente limitata a Singapore, Hong Kong e stranamente Germania, con altri stati europei a seguire.
Si parla già di prezzi e come temevamo già da tempo, non sono esattamente alla portata di tutti. La localizzazione cinese di Engadget parla di costi di 610$ per il solo smartphone, 240$ per il tablet dock e 100$ per la tastiera aggiuntiva, che sommati insieme diventano l’equivalente di oltre 700€.
Un prezzo che non si può definire conveniente, ma che appare relativamente meno esoso se si considera che il nuovo iPad 4G da 16GB costa 599€ e che oltre al tablet offre ben poco. Per 100€ in più invece ci ritroviamo un potente smartphone, un dock tastiera e una penna stylus in cui parlare (lo so sembra strano, ma serve per telefonare se il telefono è dockato).
Via | PC World

Da un sondaggio pubblicato dalla Nielsen è emerso che nelle case degli utenti tecnologici esiste ancora un apparecchio che francamente sembrava quasi dimenticato: il televisore. Non solo: pare che tale aggieggio sia il sottofondo preferito durante l’utilizzo di dispositivi come smartphone o tablet, almeno in America.
L’88% dei proprietari di tablet e l’86% dei proprietari di smartphone americani infatti utilizzerebbe gli stessi guardando nel mentre la tv, per controllare la posta oppure per cercare i prodotti pubblicizzati dal piccolo schermo. Anche nel Regno Unito la tendenza è simile, mentre italiani e tedeschi sembrerebbero meno propensi al “multitasking” mediale.
Forse quest’ultima informazione ci dice molto sulla qualità della televisione italiana, ma questa è un’altra storia. E’ invece interessante vedere come apparecchi di vecchia e di nuova generazione possano convivere simultaneamente, rimbambendo definitivamente l’utente medio.
Non bastava solo la tv oppure solo il tablet (o lo smartphone), no: bisogna usarli insieme e rimanere per forza, necessariamente, sempre connessi. Non c’è niente da fare: io sono convinta che prima o dopo diventeremo un unico essere, noi e i nostri dispositivi: non saranno più fuori da noi, ma attaccati letteralmente a noi. E la cosa, per quanto la tecnologia sia una delle cose più belle di questo mondo, francamente mi spaventa. Possibile che una volta provata l’ebbrezza di rimanere costantemente immersi nella condivisione virtuale non riusciamo più a vivere senza?
Via | Elecstronista
Foto | Flickr
Abbiamo già visto il Drone Smart Controller, un gamepad Bluetooth per Android ed iOS completamente open source e perfetto per l’era dei giochi su smartphone e tablet. Il suo sviluppatore ha deciso di ottenere i finanziamenti necessari alla produzione su Kickstarter.
Gli serviranno $60.000 per avviare la produzione, ma nei due giorni in cui ha aperto il progetto sono già arrivati oltre $15.000, quindi si può ben dire che il futuro sia roseo per quest’idea decisamente interessante e stilosa.
Il Drone Smart Controller ha un bel design, molto vicino a quello della maggior parte degli smartphone attuali, con linee arrotondate e pulite plastica satinata lucida sulla superficie superiore e satinata su quella inferiore. I bottoni sono disposti in modo molto familiare per chi abbia mai avuto una console. Ci sono due levette analogiche (una aggiunta su richiesta dei futuri utenti), in basso a destra ed in alto a sinistra, le frecce direzionali su una croce in alto a destra ed in basso a sinistra i canonici quattro pulsanti. Il piccolo pad riesce a coniugare ergonomia e portabilità - E durevolezza, sostiene lo sviluppatore, che punta ad un pad che si può infilare in tasca o nella borsa senza remore.
Continua a leggere: Il gamepad open source Drone Smart Controller va su Kickstarter
The Playa Case non è davvero un’idea nobile e raffinata, anzi, si tratta del classico gadget che fa alzare gli occhi al cielo: una custodia per iPhone che sul retro nasconde un alloggio per preservativi.
Non si può certo dire che i produttori, l’australiana Annex Products, siano degli assi del buon gusto. La prima cosa che verrà in mente a tutti sarà l’espressione di un’ipotetica fanciulla di fronte all’estrazione di un condom da tale inaspettato recesso… Anche se il Playa non è necessariamente rivolto ad un pubblico unicamente maschile.
Annex crede davvero nel prodotto, che addirittura proposto in tre colori (bianco, nero e rosa fuxia). Come ha fatto notare il ragazzo del video promozionale, un “problema concreto” lo risolve sul serio: la caratteristica forma ad anello che compare su un portafoglio che nasconde un preservativo. In effetti un portafoglio è un pessimo posto per conservare un condom, potrebbe risultarne facilmente danneggiato da calore, pressione o oggetti spigolosi.
Sempre a proposito di portafogli: forse il recesso del Playa sarebbe utilizzato meglio per metterci banconote o portadocumenti, dato che sembra piuttosto comodo e spazioso.
Via | Crave

Oggi Logitech annuncia UE Air Speaker, un diffusore da casa creato sotto il marchio Ultimate Ears acquisito recentemente, pensato per diffondere la musica dei dispositivi iOS (iPhone, iPad, iPod touch) in Wi-Fi senza la scomodità di cavi e connettori vari.
La connessione è gestita dalla modalità AirPlay di Apple tramite l’app UE Air iOS e permette lo streaming wireless di tipo loseless, cioè senza perdita di qualità. La diffusione dell’audio è affidata a due tweeter e due woofer, mentre un’altra caratteristica utile è la possibilità di ricaricare la batteria del dispositivo collegato tramite l’Apple Dock Connector mentre si ascolta musica.
Non abbiamo idea di come suoni, ma l’esperienza del marchio Ultimate Ears è comunque una buona garanzia. Logitech UE Air Speaker è per il momento disponibile in preordine sul sito di Logitech al prezzo di 349€ e arriverà nei negozi a partire da aprile, probabilmente ad un prezzo leggermente inferiore.

Forse nessuno di noi ci aveva mai fatto caso, ma gli smartphone Android talvolta hanno dei nomi quantomeno ambigui. Tanto che qualcuno ha pensato di riassumere in un grafico quelli più equivocabili e di paragonarli ad oggetti ben più espliciti.
Se guardate l’immagine noterete tutte le analogie del caso: a confronto smartphone Android e…condom! Sì perchè Sensation, Desire, Touch, Wildfire o Intensity (e altri) non sono soltanto i nomi di telefoni di ultima generazione, ma sono anche i nomi di alcuni preservativi, ognuno con una promessa diversa.
Dunque se da un profilattico Wildfire ci aspetteremmo fuoco e fiamme, cosa dovremmo aspettarci dall’omonimo smartphone Android? No, non fatevi venire idee strane: certi oggetti non vanno usati impropriamente…o sì?!?
Via | Intercom

Smartpet è un piccolo cane robot che al posto del consueto cranio canino ospita un sistema di aggancio per iPhone, usato di fatto come il cervello hardware e software dell’intero dispositivo. Grazie all’app apposita, il cane risponde a una libreria di gesti della mano e a comandi vocali che gli consentono di attivare determinati movimenti.
Il giocattolo — se così si può chiamare — è stato ideato dalla giapponese Bandai, già nota per l’esplosione virale dei Tamagotchi negli anni ‘90 ma anche per un’infinità di prodotti legati ai marchi di DragonBall, Power Rangers, Sailor Moon e Gundam giusto per citarne qualcuno.
L’idea è simpatica e il prezzo non è neanche proibitivo: Smartpet si potrà acquistare in Giappone a partire dal 24 aprile al prezzo di 6500 Yen, l’equivalente di 60€. Nessuna indicazione su una data di arrivo in Europa, nel frattempo però possiamo goderci la galleria di foto e un video dimostrativo, subito dopo la pausa.
Continua a leggere: Smartpet: l'iPhone diventa il cervello di un cane robotico - video

La Purdue University e Microsoft hanno studiato i consumi di smartphone e tablet con Android ed hanno riportato che secondo i loro risultati fino al 75% dell’energia dedicata alle app può essere divorata dai servizi pubblicitari che contribuiscono a finanziare il mercato di giochi ed utility gratuiti.
Chiaramente sospetto di qualunque studio su Android che abbia Microsoft fra i finanziatori e collaboratori, ma vale lo stesso la considerazione finale: queste app gratuite in realtà si pagano a caro prezzo. Usando un software di “energy profiling” il team universitario ha scoperto che più della metà dell’energia consumata da un’app viene assorbita dalla raccolta dati sull’utente, dal posizionamento geografico, dalla selezione degli ad da scaricare, dal download vero e proprio e per finire dal caricamento di detti banner.
L’user tracking sembra quindi la voce più dispendiosa ed ovviamente inquietante per chi è interessato alla propria privacy - non solo si viene “inseguiti”, ma si consegna anche l’energia necessaria per farlo ai nostri “stalker commerciali”. Lo studio non ha focalizzato la propria attenzione su una singola app o un singolo servizio pubblicitario, ma vanno fatti notare due casi interessanti. Il popolarissimo Angry Birds, per esempio, continua cambiare pubblicità ad ogni livello raggiunto, consumando per il gioco solo il 30% dell’energia richiesta all’apparecchio. L’app del New York Times non ha ad di sorta, invece, ma occupa lo stesso il 15% del tempo e dell’energia dedicata ad essa dalla CPU per localizzare e seguire l’utente.
Microsoft dal canto suo sembra interessata a monitorare le app che lentamente ma inevitabilmente iniziano a diffondersi anche su Windows Phone, che sarà il prossimo sistema operativo preso in esame dalla ricerca della Purdue.
Via | The Verge

Apparso in tutte le fiere importati dell’hi-tech del 2012, siamo ormai al momento della verità per il Sony SmartWatch, ovvero il secondo tentativo di Sony nel mercato degli orologi Android dopo il LiveView che porta l’ormai defunto marchio Sony Ericcson.
Ricapitolando, il gadget è dotato di un display OLED da 128×128 pixel touchscreen da 1,3 pollici e funge da compagno per uno smartphone Android (non solo i modelli di Sony) che dovrà per forza di cose montare la app LiveWare con il plugin SmartWatch. Il dispositivo si interfaccia al telefono tramite Bluetooth 3.0 e permette di svolgere alcuni task senza tirare fuori il telefono di tasca.
I primi a recensire il gadget sono The Verge e Slash Gear, che analizzano l’orologio sotto tutti i punti di vista come il design, il software, l’usabilità e la durata della batteria.
Sony SmartWatch arriverà nella metà di aprile ad un prezzo di 90£, circa 110€ al cambio attuale.

Ricordate il PadFone lanciato poche settimane fa al Mobile World Congress di Barcellona? L’atteso tablet+smarphone (+tastiera, se si considera l’accessorio opzionale) di Asus ormai si prepara al debutto sul mercato e le prime informazioni riguardo il prezzo sono tutto tranne che positive.
Il tablefonino è stato avvistato in queste ore sul rivenditore inglese FlagshipFones, che lo offre in preordine alla “modica” cifra di 700 sterline, 836€ al cambio attuale che diventano 862€ se si considera anche il costo di spedizione in Italia.
E’ pur vero che il PadFone è un piccolo miracolo di ingegneria, ma anche considerando un sovraprezzo di 100-200€ dovuto ad un preordine particolarmente lucrativo, rimaniamo in territori ostici prossimi al salasso.
Ne approfittiamo per riproporre la galleria di immagini, mentre se vi siete persi i dettagli date un occhiata al nostro precedente articolo.
Asus Padfone - galleria immagini


Via | Androidiani