
Non è stato un CES particolarmente ricco di novità per Intel, anzi probabilmente la cosa che verrà ricordata più di tutte sarà la tragica gaffe dello staff organizzativo, che durante una dimostrazione delle capacità grafiche del nuovo chip Ivy Bridge ha goffamente rivelato per pochi istanti che quello che veniva mostrato su schermo era solo un video preregistrato, non un gioco vero e proprio.
La “papera” ha fatto il giro del mondo (se l’avete persa, eccola in uno dei tanti video su YouTube) e in molti legittimamente si sono chiesti se i prototipi di Ivy Bridge esistano davvero e se siano veramente in grado di far girare F1 2011. Il giornalista Anand Lal Shimpi di AnandTech ha svelato l’arcano, riuscendo a mettere le mani sullo stesso identico ultrabook dotato della piattaforma preliminare Ivy Bridge usato nella presentazione.
A quanto pare l’escamotage del video è servito solo per semplificare la presentazione, nessuna cospirazione quindi, perchè come potete vedere nel video subito dopo l’interruzione l’ultrabook è perfettamente in grado di eseguire il gioco (medio dettaglio e risoluzione nativa, ovvero 1366×768). Il framerate non è stellare ma non stupisce, visto che si tratta pur sempre di una grafica integrata nella CPU e il gioco di Codemasters è particolarmente esoso di performance.
Continua a leggere: La verità dietro la gaffe di Intel durante la presentazione di Ivy Bridge al CES

Il primo annuncio importante di Intel di questo CES 2012 riguarda l’ingresso nel mercato degli smartphone con Penwell, il primo system-on-chip (SoC) in assoluto dell’azienda di Santa Clara. Meglio tardi che mai, è proprio il caso di dirlo.
Dietro al Penwell non si cela nulla di straordinariamente nuovo. Troviamo il solito Atom singolo core da 1.6GHz con Hyperthreading (capace cioè di eseguire due thread in parallelo simulando un dual-core) presente ormai da anni nella quasi totalità dei netbook e una GPU PowerVR SGX, il tutto impacchettato nel formato PoP (Package on Package), un involucro da soli 12×12mm.
Ma come si comporta un chip con architettura x86 all’interno di uno smartphone? Dai primi numeri diffusi da Intel riguardo il consumo energetico, Penwell sembra comportarsi più che bene sia nello standby che nel browsing, dove consuma meno dei SoC basati su architettura ARM di iPhone 4S e Samsung Galaxy S II. Meno rosea la situazione durante la conversazione o nella riproduzione dei video, ma parliamo comunque di numeri in linea con le altre offerte sul mercato.
Ma è sul fronte delle prestazioni pure che il nuovo chip di Intel si comporta in maniera veramente brillante. Sia nei benchmark Javascript che in quelli di navigazione lo smartphone con piattaforma di riferimento Intel batte tutti, ma proprio tutti i SoC sui dispositivi della concorrenza, ovvero Samsung Galaxy Nexu e Galaxy S II, iPhone 4S, Motorola Droid RAZR e Droid X2. Seguite l’articolo dopo l’interruzione per un breve video sul Lenovo K800, uno dei primissimi dispositivi a integrare il nuovo SoC di Intel, mentre se volete un approffondimento dettagliato vi rimandiato all’ottimo articolo di Anand Tech.
Continua a leggere: CES 2012: il primo system-on-chip per smartphone di Intel è più veloce di ARM

E’ meglio una CPU economica su una piattaforma ormai superata o è meglio investire su nuovi socket e chipset? Due, quattro o sei core? Se state per scegliere un PC per giocare, la scelta del processore non è facile, sopratutto in periodi come questi in cui si accavallano diverse piattaforme. Tom’s Hardware ha pubblicato una guida che ci aiuta proprio in questa scelta, selezionando i prodotti col miglior rapporto qualità-prezzo sul mercato, suddivisi in diverse fasce di spesa fino ad un budget massimo di 180€. Andiamo a vedere quali sono queste CPU e qual’è il prezzo equivalente sul nostro mercato:
Fino a 70€:
L’AMD Athlon II X3 455 per socket AM3/AM2+ è una buona scelta per i budget più ridotti. Include una singolare configurazione a 3 core (praticamente un Phenom con un core in meno e parte di cache disattivata) da 3.3GHz e poco meno di 2MB di cache. Da una ricerca sui motori di prezzo italiani risulta disponibile a partire da circa 65€.
Fino a 90€:
In questa fascia di prezzo ci sono due valide alternative, il Phenom II X4 840 di AMD e il Pentium G860 di Intel. Il Phenom II X4 è una CPU quad-core da 3.2GHz (socket AM3) e dotata di 2,5MB totali di cache. Il prezzo migliore trovato è di circa 90€. L’alternativa di Intel invece è un Pentium G860 (socket 1155), che nonostante il nome arcaico cela un dual-core Sandy Bridge. La frequenza è di 3GHz, 3,5MB totali di cache e grazie all’architettura a 32nm garantisce un risparmio sulla bolletta rispetto al Phenom. Il prezzo è di circa 80€. L’articolo continua dopo l’interruzione.
Continua a leggere: Le migliori CPU di Intel e AMD per giocare, fino a 180 euro

Samsung ha da poco annunciato la nuova generazione di Exynos, il system-on-a-chip destinato ad alimentare i tablet e gli smartphone più evoluti del 2012. Basato sul potente ARM Cortex-A15, il nuovo Exynos 5250 avrà un’architettura dual-core a 32nm e frequenze di clock di 2GHz.
Una novità interessante del nuovo SoC è la risoluzione massima supportata, che arriva ora alla modalità WQXGA di ben 2560×1600 pixel. Numeri che tradotti in termini di densità di pixel su un display da 10,1 pollici diventano poco meno di 300ppi, praticamente a metà strada tra il display Retina dell’iPhone 4 (326ppi) e quello dei futuri iPad 3 (264ppi).
Le altre specifiche dell’Exynos includono un’ampiezza di banda per la memoria fino a 12.8GB/s e prestazioni di calcolo che ora toccano i 14000 DMIPS, quasi il doppio di quanto visto sul precedente Exynos 4210 (che troviamo nei Galaxy S2).
La produzione del nuovo SoC di Samsung inzierà a partire dalla primavera del 2012, con i primi dispositivi previsti per la seconda metà dell’anno. Soluzioni simili basate su Cortex A-15 appariranno anche sui nuovi chip di Texas Instruments (OMAP 5), Nvidia (nuova generazione di Tegra), ST-Ericsson (Nova A9600) e Broadcom.
Via | Gizmag
Curiosity è il nuovo rover destinato allo studio della superficie marziana e sarà lanciato oggi pomeriggio da Cape Canaveral, se le condizioni meteo saranno favorevoli, in una finestra temporale compresa tra le 16.02 e 17.45 ora italiana.
Il nuovo esploratore robotizzato pesa 900Kg, ha 6 ruote e può trasportare 10 volte tanto l’equipaggiamento scientifico dei precedenti Spirit e Opportunity, superati in grandezza di cinque volte. Questo è stato reso possibile da un nuovo sistema di alimentazione, non più a pannelli solari ma basato su una batteria al plutonio, capace di erogare più di 100W in modo continuo per oltre un anno.
Non tutti sanno però che il cervello del Curiosity nasconde una CPU imparentata in modo stretto con i vecchi Macintosh di fine anni 90. L’IBM RAD750 da 200MHz menzionato nelle specifiche tecniche infatti non è altro che una CPU di derivazione Power PC750, il processore sviluppato da IBM e Motorola usato sui gloriosi PowerBook G3, iBook e iMac di Apple (e si dice, forse anche sull’attuale Nintendo Wii).
Affiancata alla CPU da IBM troviamo una memoria a stato solido da soli 2GB, su cui gira un sistema operativo chiamato VxWorks. Non proprio l’hardware che ci si aspettava di trovare su un aggeggio da 2,5 miliardi di dollari, ma considerato che sui vecchi rover giravano CPU da 20MHz, non è il caso di preoccuparsi più di tanto. L’arrivo di Curiosity è previsto per una data non meglio precisata dell’agosto del prossimo anno e per ora gli auguriamo un in bocca al lupo e buon viaggio.
In occasione del lancio delle nuove CPU i7 abbiamo parlato sopratutto della Extreme Edition (i7-3960X). La seconda CPU annunciata invece è finita in secondo piano, quasi assente nei benchmark apparsi su internet. Parlo dell’i7-3930K, differente per un clock di poco inferiore (solo 100 MHz in meno sulle frequenze standard e Turbo) e per i 12 MB di cache, tre in meno dei 15 della versione Extreme.
Piccole differenze sulla carta che però diventano enormi sul prezzo. 999 $ per la Extreme e quasi la metà, 555 $ per il 3930K. X-bit Labs ha avuto la possibilità di confrontare le CPU e i test rivelano che questa differenza di prezzo è del tutto è ingiustificata. I benchmark prima di tutto mostrano che scegliere un i7 con 6 core per i giochi ha poco senso. La limitazione della GPU appare sempre prima di quella della CPU, di conseguenza anche un Sandy Bridge “liscio” come il 2600K è più che adeguato per un moderno PC da gioco. Ad un quarto del prezzo.
Discorso diverso per le applicazioni professionali, dove i 6 core del Sandy Bridge-E si fanno valere e mostrano prestazioni superiori dal 10 al 30% rispetto al 990X, il vecchio Extreme Edition con core Gulftown. Ma qui è interessante vedere che tra 3960X e 3930K la differenza è veramente poca. Parliamo di pochi punti percentuali che non giustificano una differenza di prezzo così ampia. Il 3930K di conseguenza diventa la scelta migliore se state cercando una CPU per una workstation singolo processore ad alte prestazioni.
Nulla di nuovo sotto al sole, la serie Extreme Edition non ha mai brillato per il suo rapporto qualità/prestazioni. Ma è quantomeno curiosa la mossa di Intel di affiacarne l’uscita ad una versione quasi identica e dal prezzo dimezzato. Tutto a nostro vantaggio.

A un anno dall’ultimo lancio importante, Intel torna a rinnovare la gamma delle CPU di fascia alta con la nuova famiglia Sandy Bridge-E. Il refresh di oggi continua la tradizione di segmentazione in due tronconi degli i7: la famiglia Sandy Bridge (non “-E”, ossia quella uscita a febbraio di quest’anno) per la fascia alta standard e Gulftown per la fascia alta senza compromessi per il mercato pro e workstation. Ed è proprio quest’ultima quella rinnovata.
Come si intuisce dal nome, Sandy Bridge-E porta le innovazioni del Sandy Bridge “liscio” anche sul fronte high-end degli i7. La nuova gamma finora è limitata a tre CPU, capitanata dal Core i7-3960X Extreme Edition: 6 core da 3.3 GHz (3.9 GHz in modalità Turbo) che diventano 12 core virtuali in modalità HyperThreading e per la prima volta 15 MB di cache di terzo livello e 4 canali DDR3-1600 integrati. Numeri che fanno girare la testa, mai visti fin’ora su una CPU non destinata al mercato server.
Gli altri prodotti lanciati sono l’i7-3930K, simile alla Extreme Edition ma clockato a 3.2GHz con 12 MB di cache e l’i7-3820, una variante con soli 4 core ma con frequenze più alte. Quest’ultimo è un lancio “sulla carta”: la disponibilità è slittata ai primi mesi del 2012. Tre modelli ma un unico “stampo”: più di due miliardi di transistors che oltre ai 6/4 core celano due core disattivati. L’origine di Sandy Bridge-E non è un mistero, la CPU nasce come Xeon.
Continua a leggere: Sandy Bridge-E: lancio ufficiale e recensioni per i nuovi Core i7 di Intel
Come ormai saprete, Microsoft sta tenedo ad Anaheim, California, una conferenza dedicata agli sviluppatori durante la quale il focus è il sistema operativo Windows 8. Steven Sinofsky continua a presentare dettagli sull’OS, ma più che le particolarità dal punto di vista software, a noi interessano i partner hardware.
NVIDIA, ad esempio, ha prontamente aperto il programma per gli sviluppatori su Windows 8 che non comprenderà solo i PC x86-based, ma anche i tablet alimentati da Tegra. Specificando ulteriormente, verrà supportata la prossima piattaforma Tegra quad-core, meglio conosciuta col nome in codice Kal-El, insieme a grafica GeForce, Quadro e Tesla per i PC. Per l’occasione, Microsoft ha dichiarato:
Siamo incredibilmente entusiasti della novità che NVIDIA sta portando ai PC con Windows 8 con i processori ARM e per come ciò aiuterà a ridisegnare l’industria dei PC in un modo che cominciamo a vedere solo adesso. Gli sviluppatori sono in prima linea in questa fase di transizione. Microsoft riconosce la leadership di NVIDIA nel fornire strumenti per la comunità di sviluppo.
Durante il keynote IDF tenutosi oggi a San Francisco, Intel ha mostrato una demo di un PC alimentato dalla luce solare con sistema operativo Windows e microarchitettura Haswell, molto attesa da tempo. L’architettura Haswell si basa sulla tecnologia 22nm dell’Ivy Bridge, con una riduzione complessiva dei consumi del 20x rispetto ai design attuali.
Quest’ultima aiuterà gli ultrabooks a resistere per ben 10 giorni in stand by con connessione entro il 2013. Paolo Otellini, CEO di Intel, ritiene che la tecnologia Haswell acceleri ulteriormente l’innovazione del mercato degli ultrabook anche grazie ai transistor tri-gate 3D prodotti sempre dalla società.

Nonostante la continua ascesa dei tablet, anche il mercato dei PC vive un momento felice. Intel ha dichiarato che, nonostante la pressione dei tablet sul mercato, ha avuto comunque una crescita interessante durante la primavera nel business legato ai chip per PC. Il PC Client Group, che gestisce la maggior parte dei processori Intel, ha verificato una crescita dell’11% anno dopo anno nei guadagni. Solo il gruppo Atom ha subito una lieve perdita, poichè i tablet hanno avuto un impatto sul meercato dei netbook e quindi dei processori a bassa potenza, facendoli crollare del 15%.
Secondo Paul Otellini di Intel, la maggior parte della crescita è da attribuirsi ad un mix di domanda da parte delle compagnie e dei paesi in via di sviluppo. La crescita di smartphone con ARM e di tablet è positiva e riflette una visione ottimistica di Intel. Visione che contrasta con le opinioni degli analisti, che parlano di crollo nelle vendite dei PC, in particolare negli Stati Uniti, a favore di tablet e smartphone.
[Via Electronista]