
Tra le numerose novità presentate nel corso dell’evento Google I/O è stato annunciato anche il nuovo standard Android Open Accessory per la realizzazione di accessori in grado di colloquiare con i dispositivi equipaggiati con il sistema operativo Android.
Nell’evento è stata ad esempio mostrata una cyclette in grado di inviare i dati rilevati ad uno smartphone Android per monitorare e registrare le proprie performance direttamente sul proprio dispositivo mobile.
La cosa interessante è che Google ha predisposto anche un hardware di riferimento per la realizzazione di questi accessori basato su Arduino, il celebre microcontroller open source ideato e realizzato in Italia.
Dopo i tanti hack artigianali, Google ha deciso di sposare ufficialmente Android ed Arduino realizzando un kit di sviluppo basato su un microcontroller Mega2560 ed uno shield Circuits@Home per l’interfacciamento via USB di dispositivi Android con firmware 2.3.4 o 3.1, mentre più avanti verrà reso disponibile anche l’interfacciamento via Bluetooth.
[via engadget]
Aerocool ha lanciato da poco X-Warrior, prodotto che si rivolge a chi cerca un case con tanto spazio per espandere l’hardware del propio PC ma non vuole spendere cifre astronomiche.
X-Warrior è disponibile in versione Black o Red ed è realizzato in acciaio SECC da 0.5 mm. Se cercate qualcosa che possa raffreddare anche gli spiriti più bollenti di schede video e processori potenti, X-Warrior permette di installare ben 5 ventole da 120 mm con la possibilità di realizzare un flusso d’aria che attraversi il case (2 ventole davanti e una dietro, sono incluse nel prezzo una ventola anteriore e una posteriore) nella sezione frontale e uno che lo attraversi in quella laterale.
GPU e schede di espansione stanno comode e possono arrivare fino a massimo 40 cm di lunghezza mentre il foto sulla piastra di fissaggio della scheda madre permette di installare un dissipatore generoso senza smontare tutti i componenti. Chiude la dotazione il sistema di passa-cavi con fori per evitare fili in giro, la predisposizione per il raffreddamento a liquido e il sistema di fissaggio senza viti per le unità da 5.25 pollici, il tutto a 49.90€. Dopo il salto le caratteristiche tecniche in dettaglio.
Continua a leggere: Aerocool X-Warrior: case gaming espandibile a prezzo ridotto

Il futuro di Apple è sempre di più multitouch. Con la presentazione dell’anteprima di Lion, il prossimo sistema operativo di Cupertino, la società ha espresso la prossima tendenza: interagire con il computer mediante i gesti delle dita, come avviene ormai da tempo sugli smartphone e tablet.
Per tale motivo ha messo in vendita, ormai da qualche mese, accessori come il Magic Mouse, il mouse multitouch sprovvisto di tasti, e il Magic Trackpad, una comoda tavoletta multitouch per permettere l’uso delle funzioni a più punti per i computer fissi.
Con Lion sarà quasi fondamentale avere uno dei due accessori. MagicWand permette di unire il Magic Trackpad alla tastiera del Mac per avere un unico dispositivo con cui lavorare. Lo stand è fatto da una canalina in cui incastrare tastiera e trackpad. E’ in vendita nel sito del produttore per 29,99 $, circa 22 €.
[via macworld]

Anche se Intel è leader del mercato, è stata IBM a superare il record di potenza per un processore. La società americana ha annunciato di aver costruito un chip da 5,2 GHz senza utilizzare l’azoto liquido per il raffreddamento.
Il processore, chiamato z196, ha richiesto 1,5 miliardi di dollari di investimenti. Contiene 1,4 miliardi di transistor ed è stato costruito in 512 mm quadrati mediante l’uso della tecnologia a 45 nanometri. Utilizzandolo si possono processare 50 miliardi di calcoli al secondo.
Purtroppo al momento non sarà usato per i computer normali, ma solo per i super computer e per i grossi server. Tra qualche anno probabilmente diventerà accessibile a tutti.
[via hothardware]

Sicuramente gli amanti di FPS e giochi di guerra apprezzeranno il design di Storm Scout, il case ispirato al mondo delle armi.
Caratterizzato da linee semplici, un po’ grezze ma di effetto, Storm Scout ha un pannello sulla parte alta con connettori audio, quattro porte USB e una porta e-SATA per facilitare l’utilizzo delle periferiche.
Le maniglie sulla parte alta sono comode per portarselo dietro in occasione di tornei e LAN party. Per il raffreddamento ci sono 3 ventole di cui una posteriore da 120 mm con led rosso, una sulla parte alta da 140 mm e una frontale da 140 mm con led rosso. I led si controllano dal pannello sul case che regola anche la velocità di rotazione.
Se volete altre informazioni vi consigliamo di visitare questa pagina con molti pareri degli utenti che lo hanno provato. Storm Scout si trova online all’estero a meno di 50€ ma ancora non abbiamo informazioni sulla commercializzazione in Italia (il prezzo potrebbe aggirarsi sui 99€).

Si chiama Light Blue Optics la società portoghese madre del Displax, una nuova tecnologia in grado di trasformare qualsiasi vetro non spesso più di 1,5 cm in un display touchscreen. Grazie a una pellicola speciale fatta di polimeri brevettati, è possibile trasformare un vetro di dimensione massima da 50″ in una superficie multi-touch per usare fino a 16 dita contemporaneamente.
La società ora studia per aumentare l’area utilizzabile dalla pellicola senza perdere sensibilità nella ricezione dei segnali di input e aumentare l’interazione fino a 65 dita, vale a dire per trasformare un mega schermo in una grande area di lavoro per un intero team.
[via pocket-lint]

Corsair è lieta di annunciare la nascita di CMGTX1 Dominator GTX, un modulo DDR3 da 2 GB che può fregiarsi del titolo di più veloce memoria Intel XMP al mondo, grazie alla frequenza di 2.333 MHz raggiunta.
Sempre parlando di dati tecnici, il componente è in grado, a quanto assicura la ditta, di poter lavorare alla frequenza di 2400MHz con un timing di 9-11-9-27 a 1.65V, non manca inoltre la tecnologia proprietaria DHX+ heatsink, per dissipare calore, ciò rende lo strumento quindi decisamente una buona scelta se si vuole effettuare l’overclock.
Corsair CMGTX1 Dominator GTX è in vendita per $ 200, poco più di 140 euro.
[via techfresh ]
Portando avanti il progetto ROG (Republic Of Gamers), Asus lancia la scheda madre Maximus III Extreme, motherboard basata sul chipset Intel P55 Express e dedicata ai maniaci di overclock.
Scriviamo “maniaci” perché solo a qualche mente malata (in senso buono ovviamente) potrebbe venire in mente di utilizzare il Bluetooth integrato nella scheda per l’overclocking e la modifica dei parametri del BIOS via cellulare!
In alternativa si può utilizzare l’interfaccia ROG Connect, che permette di collegare un portatile o un netbook via USB e monitorare i parametri di sistema del PC desktop.
Oltre alle possibilità di overclock di sistema il collegamento Bluetooth può essere utiizzato anche per funzionalità “standard” come la riproduzione di musica, conversazione via Skype, navigazione in Internet e sincronizzazione con il PC.
L’attivazione della funzione Bluetooth avviene tramite un tasto sul pannello posteriore che può essere posizionato in modalità standard o overclock.
Passando alle altre caratteristiche ASUS Maximus III Extreme supporta ATI CrossFire e SLI di NVIDIA, oltre che permettere recovery e upgrade del BIOS evitando così danni alla scheda madre a causa di BIOS corrotti.
ASUS Maximus III Extreme sarà disponibile a breve in Italia al prezzo di 319€.

Broadcom ha lanciato un nuovo acceleratore grafico chiamato Crystal HD, espressamente dedicato ai netbook equipaggiati con i nuovi processori Intel Atom Pine Trail.
Crystal HD permette di riprodurre video in alta definizione a 1080p in modo molto fluido, utilizzando al massimo il 20-25% delle risorse del processore, anche per i filmati in Flash. Tuttavia, rispetto alla piattaforma NVIDIA ION, questo chipset non gestisce l’accelerazione grafica 3D.
Per apprezzare la differenza in termini di prestazioni tra il netbook con Crystal HD e quello che ne è privo guardate questo video.
[via ubergizmo]
Se da un lato Google sembra voler vendere direttamente smartphone con il proprio marchio, dall’altro custodisce gelosamente il segreto dei propri server, ospitati a centinaia nei datacenter sparsi in giro per il mondo.
Lo scorso aprile erano apparse in rete alcune immagini che ritraevano uno di questi server, rivelando un’architettura piuttosto semplice e spartana, con la particolarità di alloggiare una batteria dedicata per ogni server, tanto da far pensare ad un pesce d’aprile.
Recentemente sono apparse nuove foto che ritrarrebbero invece una versione più industrializzata dei server, alloggiata in un case standard da due unità e dotata di moduli RAM con stampigliato sopra il marchio Google.
La potenza di Google tuttavia non risiede tanto nei singoli server, quanto nel software proprietario che permette di gestire l’intero grid distribuendo il carico di lavoro e lo storage sui vari nodi. Questo software a quanto pare si spinge fino al livello del BIOS dove compare ancora una volta il marchio Google, oltre al marchio Gigabyte fornitore delle schede madri.




[via clonedinchina]