
RunCore Pro-V Max è un drive SSD da 2,5 pollici che promette grandi capacità di storage e velocità di funzionamento elevate.
Si tratta di un drive SSD interno (va quindi montato con attenzione e perizia) compatibile con pc portatili e configurazioni desktop che arriva a compiere fino a 87000 operazioni al secondo alle sue massime prestazioni, 60000 durante l’utilizzo medio, ad una velocità di scrittura di 520MB/s e di 560MB/s in lettura, il tutto attraverso l’interfaccia SATA 3.0 a 6Gbps; le tecnologie DuraClass e Durawrite garantiscono la stabilità e l’affidabilità del funzionamento mentre grazie al sistema TRIM vengono eliminati i processi che non sono più in uso e che rallentano le prestazioni.
I modelli disponibili del Pro-V Max sono 4 e variano a seconda della capacità di storage, in particolare 60GB, 120GB, 240GB, e 480GB ed è compatibile con i sistemi operativi Windows, Linux e MacOS.
RunCore non ha ancora fornito nessuna informazione riguardo ai prezzi dei vari modelli.
Via| GadgetFolder
Tabstrummer è una chitarra elettronica programmabile e facilissima da suonare.
Tabstrummer, ideata e realizzata dall’appassionato di elettronica Miroslaw Sowa e dal programmatore Vsevolod Zagainov, somiglia in tutto e per tutto ad una chitarra elettrica ma nel manico ha dei comodi tasti al posto delle classiche corde: questo fa si che chiunque possa suonarla semplicemente premendo i tasti giusti leggendoli dalle tablature dei vari brani; nel corpo della chitarra invece le corde sono sostituite da strisce conduttive realizzate con un materiale sensibilissimo al tatto.
I 24 pulsanti sono completamente personalizzabili in quanto a funzioni e, mettendosi in modalità di registrazione, è possibile assegnare ad ognuno di essi una tonalità diversa e registrare i propri brani preferiti in formato midi.
Tabstrummer, secondo il sito Gizmag, dovrebbe fare la sua comparsa nei negozi di musica nella seconda metà del 2012 al prezzo (indicativo per ora) di $100-200 (€ 70-150 circa al cambio attuale)
Via | Gizmag

Kroll Ontrack è un’azienda che si occupa di recupero dati da dispositivi di memorizzazione e forensica informatica. L’azienda ha una sede anche in Italia, dove dispone dell’unica camera bianca professionale del nostro paese, che altro non è che un laboratorio super attrezzato per intervenire su drive, nastri o memorie e studiato per contenere ogni tipo di contaminazione (di cui potete vedere una foto qui sopra).
L’azienda ci ha fornito una top ten dei suoi 10 casi più strambi con cui ha avuto a che fare durante l’anno. Vi proponiamo i primi cinque in un’escalation di sfortuna, sbadatezza e disastri naturali che non ci sentiamo di augurare a nessuno.
5. Il fumo uccide — Una guardia di sicurezza assunta da poco stava effettuando il suo primo giro di controllo in un magazzino che conteneva sostanze chimiche. Nonostante fosse a conoscenza del divieto di fumare, ha pensato bene di fare una pausa e accendersi una sigaretta, dopo l’orario aziendale. Immediatamente l’allarme antincendio ha iniziato a suonare. Tutte le apparecchiature elettroniche, tra cui 44 computer desktop e 2 server sono stati sommersi dall’acqua dell’impianto antincendio.

Plextor ha annunciato in questi giorni una nuova famiglia di dischi a stato solido ad alte prestazioni. I nuovi modelli si chiamano M3S, sono disponibili nei tagli da 128, 256 e 512 GB e le velocità di trasferimento dati sono rispettivamente di 525 MB/s in scrittura e 445 MB/s in lettura.
Come nei modelli passati Plextor ripropone la tecnologia TruSpeed, che impedisce cali di velocità in situazione di dati frammentati. Il drive è inglobato in un case di alluminio di ottima fattura da 2,5 pollici, ma come di consueto incluso nella scatola viene fornito un adattatore per i classici bay da 5 pollici e un quarto. L’hardware usato dall’M3S è un’accoppiata di memorie NAND di Toshiba e un controller Marvell.
Il drive è dotato di un’interfaccia SATA III e viene fornito con gli ottimi tool di gestione dati di Plextor. I nuovi SSD arriveranno per la fine di novembre ai prezzi di 150 e 250 €, rispettivamente per i modelli da 128 e 256 GB. Per il modello da 512 GB invece bisognerà aspettare un po, la distribuzione è attesa per i primi mesi del 2012 ad un prezzo di circa 500 €.
Via | StorageReview

L’alluvione dello scorso ottobre in Tailandia ha messo in ginocchio il mercato degli hard disk e da settimane si sussegue un ping pong di previsioni. Digitimes afferma che diversi distributori stanno già mettendo sul mercato la scorta di hard disk accumulati per il timore di carenze, perchè la differenza tra la domanda e l’offerta non è stata così drastica. Fonti da Taiwan prevedono che il problema della carenza degli hard disk vedrà un netto miglioramento nel mese di dicembre 2012 già da gennaio 2012.
Non la pensa così il CEO di Seagate, Stephen Luczo, che in un’intervista a Bloomberg racconta che anche se la sua fabbrica di Teparuk non è stata colpita direttamente dall’alluvione, tutti gli impianti dei costruttori che forniscono i componenti cruciali per l’assemblaggio degli hard disk (Nidec, Hutchinson) sono ancora sotto mezzo metro d’acqua. Con la produzione ancora ferma, Luczo scarta ogni possibilità di ritorno alla normalità entro brevi periodi e prevede un prolungamento della crisi fino alla fine del 2012.
Il Synology DiskStation DS411Slim è un sistema piuttosto interessante per gestire i propri backup, che usa ben quattro drive di dimensione laptop come sicurezza multipla per i dati.
Le dimensioni della DiskStation sono estremamente moderate, proprio in virtù della scelta di utilizzare dei dischi rigidi molto compatti, da 2,5”. La sua larghezza è profondità non sono molto diversi da quelli di un HD esterno di vecchia concezione o un router, ovviamente però la DiskStation si sviluppa di più in altezza.
Le dimensioni sono di 120×105x142mm ed il peso di 660g. A controllare le operazioni c’è una CPU 1.6GHz e 256MB di ram. La connettività è assicurata da due porte USB 2.0, una porta eSATA ed una scheda Ethernet gigabit.
I quattro HD sono inseriti in apposite slot dotate di guida e cassetto, posizionati sul retro della DiskStation. E’ possibile cambiare gli HD dai cassetti senza spegnere l’apparecchio. Il sistema è configurato in modo da gestire backup multipli ridondanti. Se dovesse rompersi un HD, ce ne sono altri 4 a salvare tutto. Il sistema di gestione dei backup supporta il RAID Basic, JBOD, RAID 0, RAID 1, RAID 5, RAID 5+Spare, RAID 6, RAID 10 e il RAID Hybrid creato dalla Synology stessa.
Secondo Synology, gli HD da laptop sono più robusti, con meno vibrazioni e più “freschi”, a parte l’ovvio vantaggio delle dimensioni che la loro scelta comporta. Chiaramente la DiskStation DS411Slim è limitata a 4TB, dato che al momento non esistono HD 2,5” più grossi di 1TB - e questo tipo di HD è più caro dei canonici 3.5”.
Il DS411Slim costa circa €230.
Via | SlashGear
Il Western Digital My Book Studio Edition II (un nome non proprio conciso) ha un “fratello” più magro e fatto in alluminio che è già stato preso in considerazione sulle nostre pagine. Il modello II, che arriva fino a 6TB di spazio, è leggermente diverso, a partire ovviamente dall’enorme capacità di immagazzinare dati.
Le “taglie” del My Book II sono 2TB, 4TB e 6TB ripartite in due hard disk che vengono alloggiati nello lo spesso case di questa unità esterna. E’ piuttosto facile raggiungere la coppia di drive, essendo sufficiente sollevare la portellina superiore. L’intero apparecchio occupa all’incirca il volume di 5 custodie DVD messe una accanto all’altra. Non è un caso se il look vi risulta familiare, perchè è volontariamente ispirato al family feeling di Apple, anche se in questo caso ci troviamo di fronte solo plastica e non costoso alluminio.
Anche gli adattatori sono pensati per gli utenti Mac, con una porta FireWire 800, una FireWire 400 ed una USB 2.0. Niente USB 3.0 e eSata, ma cosa ancora peggiore niente Thunderbolt. L’assenza di quest’ultimo standard è forse il difetto principale di un’unità altrimenti molto appetibile.
Il costo per la versione 6TB è di €530 sul negozio ufficiale Western Digital. Cercando in giro si può risparmiare parecchio, però, dato che certi negozi chiedono €393. Su Amazon.com si scende addirittura a $377, pari a €274, che rischia di essere conveniente persino aggiungendo dazio e spedizione dagli USA.
Via | Anandtech

Chi non ci segue la logica del pronto e impacchettato e preferisce costruirsi il PC assemblando i vari pezzi sa che uno dei problemi più grossi - dal punto di vista degli ingombri - è l’alimentatore. Anche se compatto, infatti, da questo “scatolotto” spuntano miriadi di cavi che, come in un puzzle, è necessario incastrare tra il resto dell’hardware.
Per fare pulizia nei case, però, Corsair propone la linea TX V2 Enthusiast di alimentatori modulari che non ha più un sistema a cavi fissi ma un cavo con guaina ATX 12 V e il set di cavi piatti scollegabili.
In questo modo usiamo solo i cavi necessari, riduciamo gli ingombri senza rinunciare a poterne aggiungere di nuovi quando ci serviranno in occasione di un upgrade. Stabili a 50°, gli alimentatori della serie TX V2 montano una ventola ultrasilenziosa (stando alle dichiarazioni della casa) da 140 mm con due cuscinetti a sfera. I prezzi in dollari (non sono ancora disponibili in euro) li trovate nello specchietto qui sotto.


Il computer, da semplice strumento di lavoro o di svago, è diventato anche un oggetto di arredamento. Mentre in passato si preferivano i grigi case squadrati, con l’avvento dei computer di Apple si è compreso che questo strumento va anche esibito.
Lian Li, per esempio, propone un case a forma di conchiglia. Il PC-U6 Cowry è costruito in alluminio. All’interno trovano spazio tutti i componenti hardware tramite una serie di alloggiamenti scorrevoli che ne semplificano l’installazione. C’è spazio per 3 dischi rigidi da 3,5″ oppure 2 dischi da 2,5″. Il sistema di areazione, inoltre, utilizza due ventole da 140 mm per far fuoriuscire il calore velocemente.
Il case è grande 219 x 500 x 410 mm e pesa 4,5 KG. La società vende solo il case e l’utente poi potrà riempirlo comprando i componenti compatibili. Il Cowry è in vendita per 349 $, circa 246 €.
[via lian-li]

Tra le numerose novità presentate nel corso dell’evento Google I/O è stato annunciato anche il nuovo standard Android Open Accessory per la realizzazione di accessori in grado di colloquiare con i dispositivi equipaggiati con il sistema operativo Android.
Nell’evento è stata ad esempio mostrata una cyclette in grado di inviare i dati rilevati ad uno smartphone Android per monitorare e registrare le proprie performance direttamente sul proprio dispositivo mobile.
La cosa interessante è che Google ha predisposto anche un hardware di riferimento per la realizzazione di questi accessori basato su Arduino, il celebre microcontroller open source ideato e realizzato in Italia.
Dopo i tanti hack artigianali, Google ha deciso di sposare ufficialmente Android ed Arduino realizzando un kit di sviluppo basato su un microcontroller Mega2560 ed uno shield Circuits@Home per l’interfacciamento via USB di dispositivi Android con firmware 2.3.4 o 3.1, mentre più avanti verrà reso disponibile anche l’interfacciamento via Bluetooth.
[via engadget]