
Sono diverse le proposte ecologiche degli ultimi tempi, per quanto riguarda i dispositivi tecnologici. Sappiamo bene quanto sia difficile smaltire correttamente i rifiuti di questo genere e sappiamo anche quanto possano essere dannosi per l’ambiente se non adeguatamente trattati.
Noo-Mai è solo l’ultimo concept in ordine cronologico che mira a dare una speranza circa la possibilità di smaltire più facilmente i rifiuti tecnologici e riutilizzare materiali di scarto per la produzione di dispositivi.
Noo-Mai sarebbe un mouse quasi completamente biodegradabile, realizzato con scarti di legno, bambù e noce di cocco; addirittura il rivestimento del filo seguirebbe la stessa logica. Naturalmente i componenti elettronici all’interno di una scocca del genere continurebbero invece a essere difficili da digerire per il pianeta.
In ogni caso è sempre più interessante anche il design di proposte di questo genere, che si può ben sposare con stili minimali e fusion, ormai molto diffusi anche in casa. Peccato non sapere se il Noo-Mai sarà mai prodotto e quanto potrebbe costare.
Via | Ubergizmo

Boxx è un singolare veicolo elettrico ideato da un’azienda di Portland, ben lontano dai design attuali di bicicletta o scooter elettrici e più vicino all’aspetto di una grande batteria motorizzata. Non troppo distante dal Motocompo, un mini-scooter creato da Honda nei primi anni ‘80 pensato per essere trasportato nel bagagliaio di un’auto, Boxx riprende il concetto di veicolo ultracompatto con l’aggiunta di un motore ad emissioni zero.
Le forme fanno pensare più a un giocattolo futuristico, ma le caratteristiche sono di tutto rispetto. Troviamo due ruote motrici, controllo della trazione, ABS, un sistema drive by wire e addirittura una sella riscaldata opzionale. La costruzione in alluminio garantisce un peso non eccessivo, solo 54Kg, mentre la lunghezza è di un metro esatto.
Il veicolo è configurabile con una serie di optional, sia estetici (10 colori di scocca, 2 per la sella) che di equipaggiamento, come il battery pack da 64 o 128 Km di autonomia o l’estensione della garanzia. Nonostante l’aspetto palesemente anti-aerodinamico (ricorda un Power Mac, non trovate?) e una struttura che di ergonomico ha ben poco, Boxx può raggiungere la ragguardevole (e poco raccomandabile) velocità di 56 Km/h.
Il prezzo varia a seconda delle configurazioni ed è un po’ la nota dolente di Boxx. Il negozio online offre modelli a partire da 3995$ (circa 3000€) della versione base con battery pack da 64 Km e 1 anno di garanzia, fino ad arrivare ai 5541$ (poco più di 4200€) della versione full optional con battery pack da 128 Km, sella riscaldata, caricatore rapido e garanzia di 3 anni. Boxx può essere spedito anche in Italia, per la modica cifra di 600€.
Via | The Red Ferret | Techabob

Ne avevamo già parlato quasi un anno fa, ed ora la Powertrekk diventerà presto realtà: una pila che ricarica i gadget grazie all’acqua.
Chiaramente l’acqua da sola può fare ben poco, e l’energia viene prodotta grazie alla tecnologia brevettata come “FuelCellSticker”, un tipo di cella a combustibile che usa l’idrogeno dell’acqua per produrre energia. La reazione avviene grazie ad una componente intercambiabile chiamata Powerpukk, il cui costo è di $12 e che con il passare del tempo si consuma.
Come vedete, non basta comprare la Powertrekk, ma è necessario anche acquistare i Powerpukk, anche se non si trovano informazioni di alcun genere su quanto possano durare. Se non altro non si tratta di sostanze chimiche dannose, il Powerpukk e riciclabile al 100%.
La reazione ricarica una pila interna da 1500mAh, sufficiente agli smartphone ma non di certo ai tablet. C’è ovviamente una presa USB per connettere i vostri gadget a questa batteria.
Il costo della Powertrekk sarà di $229, più i $12 da sborsare per i Powerpukk.
Via | Slashgear

Se avete avuto modo di provare il Kindle “liscio” avrete notato che il display a inchiostro elettronico dà una piacevole esperienza di lettura senza l’affaticamento della retroilluminazione dei display LCD, ma in assenza di una luce ambientale adeguata semplicemente non si riesce a distinguere l’inchiostro dallo sfondo.
SolarFocus ha avuto un’idea brillante, perchè non sfruttare tutte quelle ore di letture al sole (in terrazza, nel parco, ecc.) con l’e-reader per caricare una batteria aggiuntiva, che oltre a ricaricare il Kindle può alimentare anche una luce a LED? Il prodotto già esiste, si chiama SolarKindle Lighted Cover ed è pronto al lancio ufficiale nei prossimi giorni al CES.
Tra le caratteristiche troviamo una batteria interna da 1500mA, una lampada da lettura da 800 lux, un indicatore LED che ci avverte dello stato della batteria o se il dispositivo è in carica solare, un pannello solare ad alte prestazioni a tripla giunzione anamorfica e ovviamente una cover in simil pelle che tiene al sicuro il tutto, per soli 215g di peso.
Il prezzo della SolarKindle Lighted Cover è di 80$ e sarà disponibile dal 15 gennaio sul mercato americano. Il Kindle invece è disponibile dalla fine del 2011 sul negozio virtuale di Amazon al costo di 99€ con spedizione gratuita.

PumPing è il prototipo di un meccanismo molto semplice collegato ad un sensore che fa in modo di staccare le spine elettriche dopo dieci minuti di mancato utilizzo. Questo significa che una volta che avete spento i vostri elettrodomestici o avete finito di caricare i vostri gadget, la presa “sputerà” letteralmente fuori i cavi come se fossero dei toast.
Il problema che PumPing vorrebbe risolvere è che qualsiasi apparecchio elettrico spento, almeno che non sia stato studiato in modo da evitarlo, continua a consumare un po’ di elettricità mentre è attaccato. Siccome tutti al mondo sono più o meno negligenti in merito, i consumi globali ne risultano appesantiti.
Chiaro, quindi, ci sono delle ragioni logiche ed ecologiche per installare PumPing. L’unico problema è che non conosco nessuno sulla faccia della Terra che sopporterebbe di buon grado un meccanismo che espelle le spine all’improvviso. E sarebbe doppiamente irritante con tutti quegli apparecchi che hanno le prese in luoghi difficilmente accessibili e nascosti.
Secondo il progetto, mentre la spina è inserita si illumina un cerchio blu attorno ad essa. Quando invece l’apparecchio a cui è collegata è spento, l’anello diventa rosso e parte il timer interno di PumPing. Dopo dieci minuti, un cerchietto salta fuori violentemente e “eietta” la spina.
Un’idea intelligente ed originale, ma non credo sarà mai prodotta. Dubito avrebbe mai successo, nè a casa nè tanto meno negli uffici.
Via | Slashgear
Thinksound ha prodotto un nuovo modello di cuffie interne chiamato ms01 Monitor. Questi piccoli auricolari sono pensati per essere eco-sostenibili in produzione e materiali, sono assemblati a mano ed hanno un cavo privo di PVC, mentre il loro piacevole terminale è in legno, molto bello da vedere.
Sono molto piccoli ed estremamente leggeri. Il corpo in legno fa da cassa acustica e contribuisce alla cancellazione passiva dei suoni ambientali, donando un audio molto chiaro e definito, e bassi profondi. Il fatto che sia in legno, tuttavia, non deve mettere in dubbio: il design è progettato per resistere anche al sudore e all’umidità. Potete portare le ms01 Monitor in palestra senza problemi.
La riduzione del rumore è molto ben pensata, seppure passiva, e funziona quasi bene come quelle attive, che richiedono invece una batteria.
Assieme a queste microscopiche cuffiette si troveranno inclusi anche un sacchettino in cotone morbido per conservarle, degli Active Lifestyle Ear Hooks ed una molletta per assicurare il cavo ai vestiti. Ci sono anche 4 diverse taglie di adattatore in silicone morbido per le orecchie.
Via | Crave

A partire dal 18 gennaio NEC proporrà in Giappone e poi gradualmente sul mercato internazionale un nuovo monitor da 24 pollici: l’EA243WM. Proposto nelle colorazioni in bianco e nero, il monitor ha la tipica risoluzione WXGA di 1920×1080 ed è dotato di ben quattro diversi tipi di ingressi, ossia D-Sub, DVI, HDMI e DisplayPort.
La funzione più interessante presente sul monitor è la presenza di un sensore d’illuminazione, che varia luminosità e contrasto del monitor in modo intelligente basandosi sulla quantità di luce presente nell’ambiente. Oltre a questo “Eco Mode” nell’OSD del monitor troviamo anche una sezione che ci informa dei kilogrammi di CO2 che non abbiamo immesso nell’atmosfera, una funzione già vista sui precedenti monitor di NEC che sottolinea l’impegno dell’azienda sul fronte ecologico.
Le informazioni trapelate su internet parlano di un comune pannello TN, ma la cosa ci lascia perplessi per diversi motivi. Uno di questi è il prezzo di 45.000 Yen, ovvero circa 440€, una fascia di prezzo di norma relegata a pannelli di qualità (all’incirca il prezzo dei vecchi EA231WMi con pannelli IPS). L’altro motivo è per l’inclusione dello stesso stand corposo trovato sui modelli di fascia alta, che consente di alzare e ruotare lo schermo in modalità “portrait” (ossia a 90°), una funzione indirizzata più ai professionisti che per gli utenti dei normale monitor TN.
Via | Akibahara News

Toshiba aveva già annunciato l’intenzione di puntare al risparmio energetico con i suoi prossimi televisori e ora siamo vicini al lancio del primo modello dotato di Eco-chip: si tratta del Toshiba Regza 32BE3, un televisore da 32 pollici il cui punto di forza riguarda temi ecologico-ambientali.
Il televisore in questione infatti è in grado di consumare zero watt una volta messo in standby, senza perdere la possibilità di ricevere segnali dal telecomando oppure di accendersi per registrazioni programmate in PVR. Il tutto grazie all’alimentazione che proviene dai condensatori elettrolitici installati.
Il nuovo Toshiba Regza 32BE3 è inoltre dotato di una modalità ulteriore dedicata al risparmio energetico: tramite il “Power-saving Button” infatti si può decidere di diminuire l’intensità della retroilluminazione del 50% oppure del 75%. Naturalmente è previsto anche lo spegnimento automatico dopo un arco di tempo in cui il televisore rimane inattivo.
Il Toshiba Regza 32BE3 sarà messo sul mercato giapponese il mese prossimo, ma Toshiba ha promesso l’Eco-chip su tutti i suoi nuovi televisori a partire dal 2012.
Via | Expertreviews

Philips ha presentato un’originale esempio di “arnia urbana”, una casa per api che si trova assolutamente a proprio agio sul poggiolo o deck di un’appartamento ultramoderno in centro.
Parte del suo progetto “Microbial Home”, l’arnia urbana è pensata per essere integrata ad una porta a vetri o una parete. Sul lato interno ospita un alveare (con griglie esagonali già predisposte alla costruzione da parte dei nostri amici insetti) ed un vaso di fiori. L’attività delle api può essere tenuta d’occhio grazie al vetro fumé - Ed è persino presente un generatore di fumo per “calmare” le nostre amiche dal pungiglione facile quando apriamo il “cofano” per ritirare un po’ di miele.
In realtà l’apicultura è un’arte decisamente più complicata di quanto non parrebbe quando presentata in un liscio, sinuoso prototipo di gadget. Per prima cosa non consiglio a nessuno di fare come fanciulla della foto, disposta a ritirare il prodotto da un’arnia bellicosa protetta solo da un leggero abitino estivo.
Posso invece apprezzare il messaggio di Philips, preoccupata dalla diminuzione del numero di api nel nostro ambiente. Sarebbe bello dividere casa con bestioline tanto utili, ma purtroppo c’è una ragione se le arnie non sono tenute in soggiorno!
Via | Engadget
Progettato da una coppia di ex sviluppatori Apple coinvolti nella creazione dell’iPod, il Nest è un termostato intelligente che vi tiene d’occhio e modifica l’ambiente in base alle vostre abitudini.
Difficile rimanere impressionati da un termostato, forse, ma questo è davvero speciale. Grazie al suo sensore di attività capisce che ce ne siamo andati e spegne riscaldamento o condizionamento, per esempio. Poi è in grado di capire che tempo fa fuori casa e pianificare di conseguenza le proprie attività, riducendo le nostre bollette ed aiutando l’ambiente.
Per il resto, è tutto automatico. Niente complessa e fastidiosa programmazione, piuttosto sostituita dalle suddette funzionalità smart e la presenza di ben tre sensori per la temperatura. Tutto viene controllato da una grossa griglia a ruota, un po’ come un famoso lettore Mp3 che non serve nominare. Il cervello di Nest tiene conto di quando ruotate la griglia e lo ricorda, imparando con il tempo le vostre preferenze.
Nest vi ascolta anche quando non siete a casa e potrete controllarlo tramite smartphone, avvisandolo di scaldare la casa perchè state tornando, per esempio.
Teoricamente il Nest dovrebbe essere facile da installare ed i produttori forniscono le istruzioni. L’idea migliore, però, è quella di chiamare un tecnico specializzato.
Via | Android Community | Engadget