
Chi utilizza da tempo PMP e altri device per riprodurre musica e filmati conoscerà senz’altro Archos, storico marchio francese produttore di alcuni dei più apprezzati lettori multimediali portatili di sempre. Da alcuni anni, Archos si è dedicata, con crescente successo, alla realizzazione di tablet Android, venduti a ottimi prezzi e realizzati con discreta cura. Cura che si presuppone e spera non mancherà anche alla prossima generazione di tavolette con il sistema operativo di Google che verrà annunciata ufficialmente a Parigi il prossimo 23 giugno.
A rendere nota la data, un invito mandato a molte redazioni di siti internet e periodici d’Oltralpe, in cui viene appunto pubblicizzata la presentazione della terza generazione di device basati su Android, meglio conosciuta però, da chi segue Archos, come la Gen 9, la nona generazione cioè di dispositivi prodotti e messi in vendita da Archos. Ancora incerte le caratteristiche, anche se è più lecito attendersi che essi siano basati su Honeycomb (e qui l’invito in qualche modo aiuta…). Alcune voci presenti in rete parlano anche di CPU dual core OMAP 4460 e di chip grafico PowerVR SGX540 con supporto a decodifica Full HD 1080p ma, come è stato detto poco sopra, non c’è ancora niente di certo.
Intanto, non possiamo non notare che l’androide presente nell’invito ha in mano una borsa che altro non è che il logo del Market, il che farebbe ben sperare in una sua integrazione. Vedremo cosa ci riserverà Archos con maggiore sicurezza tra 3 settimane precise. Iniziate il conto alla rovescia…
[Via Phandroid]

Avete presente le porte USB 3.0? Sono veloci vero? Le porte per il trasferimento dei dati in arrivo per il 2015 paragonate alle porte USB 3.0 saranno così veloci da creare una differenza simile tra una tartaruga e un ghepardo. Lo ha annunciato Intel dichiarando di essere a buon punto nella ricerca di una nuova tecnologia.
Attualmente la porta più veloce è Thunderbolt usata, per esempio, nei computer più recenti di Apple. Una tecnologia che permette il trasferimento dei dati a 10 Gbps. La prossima evoluzione di Intel utilizzerà fotoni di silicio per un trasferimento fino a 50 Gbps, vale a dire 10 volte più veloce di una USB 3.0.
Jeff Demain, direttore strategico di Intel Labs, ha assicurato che la tecnologia permetterà il trasferimento fino a 50 Gbps con cavi lunghi anche 100 metri.
[via pcworld]

Come anticipato da alcune indiscrezioni qualche settimana fa, RIM ha annunciato ufficialmente che il proprio tablet Playbook, in vendita negli USA dal prossimo 19 aprile, sarà in grado di eseguire anche applicazioni Android e JavaME per BlackBerry.
La compatibilità con il software sviluppato per le due piattaforme software sarà assicurata da altrettanti “app player“, la cui disponibilità è prevista a partire dalla prossima estate. Per funzionare, gli sviluppatori dovranno semplicemente creare un nuovo package, contenente le precedenti applicazioni che, una volta approvate da RIM, saranno disponibili su App World, luogo da cui sarà possibile scaricare gli stessi player, una volta che essi verranno distribuiti.
Non è ancora ben chiaro se la soluzione di RIM sia stata sviluppata completamente ‘in casa’ o sia il frutto di accordi con software house quali Myriad, che con Alien Dalvik, mostrata al Mobilw World Congress, ha già sviluppato applicazioni simili funzionanti decisamente bene. Non ci resta che aspettare per saperne di più…

Il 2010 è stato un anno formidabile per i gadget tecnologici. L’elettronica è cresciuta sempre di più con l’affermazione dei tablet, l’aumento dell’uso degli smartphone, la tecnologia eInk, lo sviluppo degli schermi 3D, il bluray e molto altro.
Con l’arrivo del 2011 un nuovo ciclo sta per iniziare con tantissime novità, nuove invenzioni e scoperte. Noi siamo pronti per condividerle con voi. Intanto buon anno e felice 2011 a tutti.
Non stiamo parlando sicuramente di una novità, dato che già altre case produttrici (come HP ad esempio) hanno proposto tempo fa rivoluzionari display e-paper flessibili. Ora è la volta di Sony, che ha presentato il suo prototipo al Dealer Convention 2010 con molto orgoglio.
Il foglio elettronico, del tutto simile alla carta a prima vista, è in realtà rivestito di materiali plastici, che dovrebbero assicurare una certa, futura accessibilità riguardo ai costi, oltre a una flessibilità quasi paragonabile a quella della carta.
Dato che ormai sono già parecchi gli esempi in merito a questo tipo di tecnologia, non ci rimane che stabilire quale sia il migliore. Ma per farlo dovremo aspettare ancora un paio d’anni secondo le previsioni, prima che gli e-paper flessibili diventino realtà e possano essere implementati ad esempio sugli ebook reader, coronando l’immaginazione di tutti coloro che si figuravano “un libro elettronico” nell’era in cui gli ebook fecero le loro prime comparse.
[Via SonyInsider]

In accordo con la CPSC (Consumer Product Safety Commission), Toshiba ha deciso di richiamare 41.000 portatili della serie T, precisamente i modelli T130, T135 e T135D che contengono nel loro numero di serie i codici PST3AU, PST3BU o PST3LU.
Questi computer, per un errore di costruzione, hanno un difetto che potrebbe portare al surriscaldamento e, in casi particolari ma mai segnalati, alla combustione. Per tale motivo Toshiba suggerisce di aggiornare il BIOS il prima possibile e di contattare il centro assistenza più vicino per una riparazione.
Per informazioni e specifiche consultate il sito di Toshiba.

Come un fulmine a ciel sereno, Samsung ha dichiarato di abbandonare il mercato della carta elettronica, uno dei settori più promettenti. La casa coreana ha affermato che i costi di ricerca e sviluppo e di produzione sono ancora troppo alti per competere nel settore.
Samsung ha aggiunto, però, che non intende abbandonare il commercio di eBook Reader, anche se prevede l’uso di schermi LCD per il prossimo anno per questi prodotti.
Ricordiamo che Samsung è leader nel mercato per gli schermi. La sua uscita dai giochi lascia il settore un po’ titubante per il futuro della tecnologia e-ink.
[via yonhapnews]

Qualche anno fa si aveva la sensazione che tutte le batterie potessero prendere fuoco. Colpa di Sony e di un errore di progettazione in alcune unità che costrinsero vari produttori a richiamare milioni di prodotti.
Ricorda il caso di oggi. Garmin, infatti, ha deciso di richiamare 1,25 milioni di navigatori satellitari perchè, come dichiara la società, in alcune circostanze potrebbero prendere fuoco. Non è stato diffuso il nome del produttore della batteria.
Se avete un modello 200W, 250W, 260W o 7xx portatelo in assistenza dove lo ripareranno con una nuova batteria. Considerando che i navigatori si usano in auto, è estremamente importante per la sicurezza di tutti che i dispositivi non facciano brutti scherzi.
[via garmin]
Devo ammettere di essere una di quelle persone che si vanta di non usare un antivirus grazie all’utilizzo di Os X. Lo dico non per aprire una discussione su quale sistema operativo sia più sicuro, ma per affermare che non mi intendo di prezzi di antivirus. Leggere che McAfee, una società fondata nel 1987, diventata tra i leader nel mercato, fattura 2 miliardi di dollari l’anno, mi lascia un po’ sorpreso.
Maggiore sorpresa è generata da Intel che ha comprato la società pochi giorni fa per 7,68 miliardi di dollari valudanto ciascuna azione per 48 $. McAfee diventerà parte integrate del settore Software and Services Group di Intel in modo da permettere al colosso dei processori di costruire hardware e software integrato per garantire maggiore sicurezza.
Ma voi, quale antivirus usate?
[via pcworld]
Brutto colpo per HP. La società di computer, diventata leader nel settore da qualche anno, ha perso il suo boss: Mark Hurd. Hurd era ritenuto una sorta di Steve Jobs: aveva salvato HP dalla strada del fallimento riprogettando la rete distributiva e ottimizzato i canali di produzione.
Mark Hurd si è dimesso dopo lo scandalo sessuale che lo ha colpito. Una dipendente della società lo ha accusato di avere una relazione con il manager. La poltrona di Hurd, però, è saltata per via degli occultamenti di alcune spese personali generate da questa relazione fatte figurare come spese per la società.
Il danno sarebbe stimato tra i 12 e i 50 milioni di dollari in azioni. La SEC sta indagando per scoprirne di più. Dopo la notizia delle dimissioni HP ha perso più del 10% del valore in Borsa.
[via SEC]